Le intercettazioni compromettenti «Del Turco è arrabbiato, da troppo tempo di non ti fai vivo con lui»
CHIETI. «Non hai capito niente, è inutile andare da Del Turco a parlare soltanto, Del Turco è molto arrabbiato, solo noi possiamo proteggerti in cambio di soldi, non scherzare e non farmi perdere tempo». Sarebbero le parole di Camillo Cesarone, capogruppo regionale Pd, ex sindacalista Cgil, componente della V commissione affari sociali e tutela della salute, dette a Vincenzo Angelini, suo datore di lavoro. Per questo il gigante della sanità privata il 3 maggio 2006, sborsa 100 mila euro, «materialmente ricevuti da Del Turco». Dice l'accusa.
Il reato è la concussione aggravata. Una delle tante accuse, contenute in oltre 400 pagine, per le quali secondo la procura di Pescara era stata costituita una associazione per delinquere, insieme al segretario della presidenza della giunta Lamberto Quarta, al consigliere Antonio Boschetti, all'assessore alla sanità Bernardo Mazzocca, all'amministratore della Fira Giancarlo Masciarelli, al direttore dell'agenzia sanitaria Francesco Di Stanislao e a Pierluigi Cosenza, medico dirigente del servizio assistenza ospedaliera pubblica e privata. Una associazione diretta da Del Turco e da Quarta, e organizzata da Cesarone e Masciarelli, per «deviare e condizionare illegalmente l'attività di iniziativa legislativa, amministrativa e negoziale» soprattutto per quel che riguarda le case di cura private. Angelini nella seconda tranche dell'inchiesta, che travolge la giunta guidata dal centrosinistra e stigmatizza la gestione illegale della sanità privata, ereditata, senza soluzione di continuità, dal precedente governo del centrodestra di Giovanni Pace, Angelini ha una accusa di corruzione, datata 20 marzo 2006. Aveva dato a Del Turco 200 mila euro perché si perorasse la sua causa sulla appropriatezza dei ricoveri.
«Siamo arrivati al potere, però la nostra organizzazione fa politica e ha dei costi anche rilevanti di cui devi tenere conto», il succo di una conversazione tra Cesarone e Angelini. E' sempre Cesarone che va all'avanscoperta. Si accorda con Del Turco e Quarta prima, dicono i pm, e poi estorce soldi al suo datore di lavoro. «Per noi è molto difficile difenderti, perché presenti un sacco di problemi, braccato come sei da procura, Finanza, Nas» e la solita frase «solo noi possiamo aiutarti». Richieste continue. Ne arriva un'altra il 31 maggio 2006. «Sei nell'occhio del ciclone, tu sei troppo grosso, c'hai solo noi come amici... Ma è difficile aiutarti, tu se vuoi che continuiamo ci devi dare una mano». Angelini avrebbe dato 150 mila euro a Cesarone. «Devi parlare con Del Turco, devi parlare con Ottaviano, portagli 100 mila euro». E questa volta è lo stesso governatore che avrebbe ricevuto i soldi a Collelongo, tra settembre e ottobre 2006. In quell'occasione Del Turco avrebbe detto a Angelini: «Si va bene, non ti preoccupare, ma sai io non mi voglio sforzare a parlare di sanità, io amo la musica della politica, per cui tu dimmi qual è il problema poi magari parli con Quarta».
E puntuale arriva un'altra richiesta il mese dopo, in occasione della legge sul riordino degli ospedali. Altre minacce altri soldi, 100 mila euro versati a Del Turco (16 novembre 2006). «Del Turco è molto arrabbiato perché non ti sei fatto più vivo», è ancora Cesarone che parla a Angelini, «no guarda, lascia perdere perché Ottaviano è inc...perché tu non ti sei fatto più vivo perché lui c'ha un sacco di spese per questa faccenda della corrente, devi andare da Del Turco». Altre 100 mila euro dati al presidente il 16 gennaio del 2007. Angelini chiede chiarimenti sul riordino Cesarone risponde: «non ti preoccupare parla con Quarta, fa come ti pare sei libero di darmeli e di non darmeli, ma se mi costringi a chiederli a qualcun altro tu sai poi di non poter contare su di noi». Dopo Angelini avrebbe dato a Cesarone 220 mila euro. E' il 23 maggio del 2007. Dopo 8 giorni Angelini sborsa altri soldi 200 mila euro, li dà a Del Turco, dicono i pm. Qualche giorno dopo dà altri 100 mila euro a Cesarone. Ma. «Devi andare a dare mezzo milione a Del Turco». Angelini lo fa, dice l'accusa. Sono i primi giorni di giugno. Il 4 luglio 2007 Del Turco avrebbe ricevuto altri 250 mila euro. «Per frenare le ispezioni», Angelini verserà altri 750 mila euro, è la fine di luglio. Eppoi altri soldi. Due volte a settembre, 300 mila euro. Due volte a ottobre, 200 mila euro. Tre volte a novembre, 700 mila euro. Ma il rubinetto si chiude. E' il 2008. Anno bisestile per Del Turco & co.