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Data: 16/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
LA TRUFFA DELLA SANITA' IN ABRUZZO - Palazzo Centi, negli uffici silenzio e tensione. Poca gente in giro. Un dipendente: finanzieri gentili con noi, ma che paura

Sono diventati rigorosissimi i controlli agli ingressi

L'AQUILA. La sede della presidenza regionale, palazzo Centi, il giorno dopo la bufera che ha coinvolto il governatore Ottaviano Del Turco e alcuni suoi collaboratori, sembra essersi trasformata nel regno del silenzio: pochi dipendenti sono a lavoro regolarmente, vuote le stanze delle segreterie, chiusa ed invalicabile la porta con la targa dorata del presidente, quasi nessuno per i lunghi corridoi del grande palazzo gentilizio. Si ascolta soltanto un chiacchiericcio dagli uffici. Che qualcosa sia cambiato da queste parti appare da subito fin troppo evidente.
Di questo ci si accorge subito. Infatti valicate le porte di vetro del palazzo non è possibile salire ai piani superiori se non accompagnati, dopo aver lasciato i documenti di riconoscimento. Inoltre la stessa guardia giurata alla portineria è più fiscale del solito. «Fino a ieri non eravamo così rigidi nei controlli» si giustifica un addetto agli ingressi «ma dopo quello che è successo... Come ci muoviamo, sbagliamo per cui ci atteniamo scrupolosamente a quanto ci hanno detto di fare». Intanto, i dipendenti avvertono: «Oggi qui non c'è nessuno, lo sapete?». Effettivamente il primo piano, quello di rappresentanza, dove sono collocate la presidenza e le segreterie, è deserto. Una sensazione strana è stata quella di vedere quelle grandi stanze, solitamente affollate da tanti ospiti, spesso di riguardo, politici, e giornalisti, completamente vuote e silenziose. Al piano terra, invece, il lavoro deve essere portato avanti e c'é un discreto movimento. L'ufficio stampa dal giorno precedente non fa che ritagliare giornali, stampare lanci di agenzie e prime pagine dei siti internet: il resoconto poco edificante di quanto accaduto.
«Abbiamo raccolto più di trecento articoli di giornali tra italiani e non e più di 500 lanci di agenzia» spiega Sante Iavarone, uno degli addetti dell'ufficio stampa della giunta regionale d'Abruzzo.
«Ci sono articoli estratti dai siti internet della televisione britannica Bbc, e di giornali importantissimi quali Le Figaro, The New York Times, El Pais e molti altri».
Lo sconcerto si legge con chiarezza sui volti dei dipendenti, mentre raccontano quanto accaduto nella giornata di lunedì scorso.
«Il palazzo è rimasto sigillato fino alle ore 19 circa, sono stati portati via faldoni di documenti dalla presidenza e dalla segreteria» spiegano, «sono stati scaricati file dai computer personali, è stato anche richiesto un supporto tecnico per accedere a documenti di vecchia data riguardanti soprattutto l'agenda del presidente».
«Quando sono arrivate le forze dell'ordine» proseguono «la segreteria era al completo, i più stretti collaboratori di Del Turco sono rimasti sconvolti. A molti non sembrava possibile una cosa del genere. Del resto finora non erano trapelate in alcun modo avvisaglie di iniziative giudiziarie tanto eclatanti. Va aggiunto che nei giorni scorsi lo stesso presidente come pure i suoi collaboratori e assessori sembravano tranquilli e non davano certo l'idea di sospettare minimamente quanto poi accaduto loro».
«I finanzieri sono stati molto corretti nei nostri confronti» aggiungono alcuni dipendenti, «ma quando hanno fatto irruzione per noi è stato un momento impressionante e di forte tensione. Ci hanno detto di stare tranquilli ma quando si vivono certe esperienze non è facile essere sereni. Anche perchè non ci hanno spiegato la ragione specifica per la quale erano venuti da noi. Non ci hanno nemmeno detto che vi erano stati degli arresti». La meraviglia, tuttavia, è aumentata a seguito della conferenza stampa nella quale sono state spiegate le motivazioni dell'arresto e poi con la lettura dei giornali.
«E' stato devastante» continuano i dipendenti, «ci siamo chiesti se fino al giorno prima eravamo stati vicino ad un "mostro" ma speriamo di sbagliarci».

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