ROMA. Muro contro muro fra Regioni e governo sulla copertura dell'abolizione dei ticket diagnostici. Anche la riunione di ieri sera a palazzo Chigi non ha placato la protesta delle Regioni. «Non possiamo fare di più - dice Raffaele Fitto, ministro degli Affari regionali - abbiamo messo a disposizione 400 milioni di euro per garantire la copertura del 50%, una cifra superiore a quanto immaginavamo, ma non possiamo andare oltre». «Siamo disposti a fare la nostra parte - dice Vasco Errani, presidente della Conferenza delle regioni - ma vogliamo il rispetto del Patto per la Salute 2007-2009, ovvero la copertura da parte dello Stato degli 834 milioni che evitano il ricorso ai ticket. Poi è grave sottostimare il fondo sanitario dei prossimi anni al di sotto della spesa tendenziale e nettamente al di sotto dell'inflazione. Così c'è un taglio di 7 miliardi da qui al 2011».
In sostanza la manovra in discussione alla Camera ha abolito il ticket, ma ha messo sulle spalle delle Regioni la copertura della misura. Copertura, argomento interessante. Enrico Morando, ministro ombra del Tesoro, ha scoperto che le norme sulla rinegoziazione dei mutui e l'abolizione dell'Ici presentano un "buco" di un miliardo nelle risorse che dovrebbero finanziarle. Tutto ruota intorno a una norma che lo stesso governo ha introdotto per decreto: «Ogni disposizione che comporti nuove o maggiori spese è coperta con riferimento al saldo netto da finanziare, al fabbisogno netto, all'indebitamento del conto consolidato delle pubbliche amministrazioni».
Un triplice binario di rigore, rigore che si è deciso di annacquare con un emendamento presentato ieri sera in extremis: sarà il ministero dell'Economia, con apposita nota scritta a fornire gli "elementi di valutazione" degli effetti. Non è l'unico problema che la maggioranza si vede costretta ad affrontare in queste ore. Ormai è dato per scontato che sarà un voto di fiducia a licenziare alla Camera la manovra 2009. Voto di fiducia significa tutto raccolto in un maxiemendamento. Il Movimento per le autonomie, il Sud della coalizione, chiede al ministro dei Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, che ci sia un confronto nella maggioranza prima del varo del maxiemendamento. Non basta. Un emendamento ha varato, anche se in forma attenuata, la riforma dei servizi pubblici: «La proposta del governo deve essere stralciata dal decreto al fine di un chiarimento nella maggioranza», dice Giovanni Collino, senatore Pdl, responsabile Enti locali di An.
Verso lo stralcio va invece la misura che prevede l'azzeramento dell'Autorità dell'Energia (approvato su proposta della Lega). Gli impianti nucleari e di stoccaggio delle scorie saranno trasformati in "aree di interesse strategico nazionale sottoposte a speciali forme di vigilanza e protezione".