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Pescara, 30/04/2026
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Data: 16/07/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
LA TRUFFA DELLA SANITA' IN ABRUZZO - Paolini guida la Regione, fino alle elezioni. In arrivo il decreto di sospensione del governo. Ma tutti aspettano l'addio di Del Turco

PESCARA - Stamattina si presenterà in conferenza stampa col decreto in tasca. Gliel'hanno promesso Gianni Letta e Raffaele Fitto, tempi brevissimi gli hanno garantito. Per far funzionare la Regione, perchè c'è una variazione di bilancio in attesa di essere approvata entro fine mese, perchè c'è una verifica per il piano di rientro della sanità, perchè lui Enrico Paolini vicepresidente della Regione vuole sapere esattamente quali sono i limiti del suo incarico. Presidente facente funzioni va bene, ma che funzioni bisogna saperlo. Operazione trasparenza la chiama, e ha ragione, perchè alla Regione al momento nessuno sa che pesci prendere. Perchè se da un lato le dimissioni fioccano, e ieri dopo Augusto Di Stanislao dell'Idv e Betti Mura di Rifondazione, ha rimesso la delega nelle mani del partito anche Fernando Fabbiani dei Comunisti italiani, nessuno nomina la parola elezioni, un tabù. Tutti naturalmente sperano che Del Turco una volta uscito dall'isolamento tolga agli alleati le castagne dal fuoco presentando le dimissioni, tutti aspettano giovedì: in occasione dell'interrogatorio e del suo primo contatto con l'avvocato Del Turco potrebbe far arrivare la notizia delle dimissioni. Levando tutti dall'imbarazzo.
Intanto però il decreto di sospensione servirà a definire i confini del mandato di Paolini e anche i nuovi quorum di giunta e consiglio regionale: perchè con gli arresti di lunedì mancheranno all'appello in giunta il presidente e due assessori e il capogruppo del Pd Camillo Cesarone in consiglio regionale. La definizione dei nuovi quorum per l'adozione di delibere e di atti consentirà di adottare provvedimenti anche senza i consiglieri e gli assessori arrestati e di mandare avanti l'attività della Regione, alle prese con due scadenze importanti: l'approvazione della variazione di bilancio a fine mese e la verifica per il piano di rientro della sanità la prossima settimana. Senza contare che se si andasse al commissariamento della Sanità, l'incarico potrebbe spettare proprio a Paolini. «E' una situazione particolarmente delicata - dice il vice presidente che ieri sera ha incontrato anche Berlusconi dopo la Conferenza Stato-Regioni - ma occorre dare un segnale di trasparenza ai cittadini e per questo il decreto servirà a stabilire i confini delle mie prerogative». Tra le quali sembra non esserci quella di sostituire gli assessori dimissionari: «Ma i tre assessori Mura, Di Stanislao e Fabbiani hanno rimesso le deleghe nelle mani dei rispettivi partiti, perchè a me non è arrivato ancora nulla. Io spero di poter continuare a lavorare con loro, nell'interesse della Regione, posto che dovrò assumere anche le deleghe di Boschetti, Del Turco e Mazzocca almeno finchè resteranno agli arresti».
Per arrivare a nuove elezioni però le strade sono soltanto due: o le dimissioni del presidente oppure la mozione di sfiducia. Ma mentre sia i dipietristi che Rifondazione minacciano di presentare la mozione nel caso in cui Del Turco non dovesse dimettersi, l'opposizione appare più morbida. «La mozione di sfiducia si presenta per motivi politici, non giudiziari» dice il coordinatore di An e senatore Fabrizio Di Stefano. Ma la questione morale è sentita, sentitissima e ieri nella direzione del Pd a Roma è stata Rosi Bindi a sollevarla: «Credo che si debba convocare presto una Direzione in cui si discuta della questione morale, sul rapporto tra politica e amminstrazione, tra politica e giustizia. Il Pd non può restare in silenzio tra il giustizialismo di Di Pietro e i teoremi dei magistrati di cui parla Berlusconi».
E il presidente del Consiglio regionale Marino Roselli ha convocato per stamattina la conferenza dei capigruppo per avviare un confronto tra le diverse forze politiche: «Nel rispetto del lavoro che la magistratura sta portando avanti e in attesa degli esiti dell'inchiesta - dice Roselli - la vita dell'Istituzione va salvaguardata così come l'interesse dei cittadini, attraverso la prosecuzione dell'attività in calendario, dando particolare priorità al tema della riforma elettorale, che giace in commissione, che consegnerebbe ai cittadini, in caso di elezioni anticipate, uno strumento rigoroso e partecipato per l'esercizio dell'elettorato attivo».

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