Partiti uniti nel rivendicare il ruolo centrale dell'assemblea Orlando: stila le priorità
L'AQUILA. «Le elezioni regionali, se fatte a novembre costeranno sedici milioni di euro e le dovranno pagare i cittadini abruzzesi». E' solo una delle «tante preoccupazioni» elencate, davvero come un rosario, ieri mattina nella Conferenza dei capigruppo regionali che si è tenuta a Palazzo dell'Emiciclo. L'atmosfera è stata definita surreale. Politicamente, infatti, non c'è più una vera maggioranza e una vera minoranza. E ci sono nuove e singolari convergenze, con An e FI in accordo con Rifondazione e PdCi, mentre l'italia dei Valori in una sua posizione autonoma è pronta alla mozione di sfiducia e al «voto subito».
Il Partito democratico è nel pallone. L'ex capogruppo Margherita, Maurizio Teodoro è passato la scorsa settimana dal Pd a Forza Italia, il nuovo capogruppo Pd, Camillo Cesarone è finito agli arresti 48 ore dopo la nomina. Così è toccata a Stefania Misticoni, capogruppo del Pd e vice segretario regionale dei democratici barcamenarsi.
«Stiamo verificando i possibili scenari», ha raccontato, «ma la nostra preoccupazione riguarda le emergenze». E di emergenze, infatti, ce ne sono davvero tante.
Sotto le volte del Palazzo dell'Emiciclo si sono dati appuntamento diciannove capigruppo e una parte dei consiglieri regionali, con il presidente Marino Roselli, c'erano il vice Nicola Pisegna Orlando, i consiglieri Stefania Misticoni, Nazario Pagano, Giuseppe Tagliente, Daniela Stati, Bruno Di Paolo, Alfredo Castiglione, Massimo Desiati, Giorgio De Matteis, Mario Amicone, Daniela Santroni, Angelo Oraldano, Walter caporale, Gianni Melilla; Angelo Di Paolo, Antonio Verini, Liberato Aceto, Paolo Palomba.
La maxi-maggioranza trasversale ha dato incarico al consigliere di Rifondazione comunista Angelo Orlando, presidente della commissione bilancio, di stilare urgentemente la lista delle priorità.
Tutti i partiti non potento fare altre mosse hanno concordato di tenere un Consiglio regionale per martedì 22 luglio. E' il tempo che l'Assemblea ha dato al presidente Ottaviano Del Turco rinchiuso nel supercarcere di Sulmona, per dire se intende dare le dimissioni. Solo chiarito questo, si potrà adottare una strategia.
Il capogruppo della Sinistra democratica, Gianni Melilla ha proposto, di arrivare alle elezioni anticipate dopo aver approvato la legge elettorale e sistemato alcune emergenze come l'utilizzo del fondo «Fas» e il risanamento del deficit sulla sanità.
«Il periodo di transizione deve permettere la soluzione delle emergenze più urgenti», ha spiegato Melilla, «per evitare che il peso di questa crisi sia devastante per l'Abruzzo. Nel frattempo tutte le forze politiche devono prendere atto della necessità di dare piena legittimità alla istituzione democratica prevedendo il voto anticipato con la nuova legge elettorale che per esempio deve prevedere l'eliminazione del listino».
Sulla data del voto: novembre 2008 o primavera 2009, le posizioni sono state diverse.
Il centrodestra con An, Forza Italia e Udc spingono per il voto subito, così come i Comunisti Italiani e Rifondazione comunista. Il Pd, invece, prima di andare al voto ha insistito ancora una volta nel «valutare le emergenze».
I Capigruppo hanno così deciso di rivedersi lunedì per «preparare» la riunione del Consiglio di martedì.
Saranno giorni di attesa e dalla postazione del Consiglio regionale la nuova maxi-maggioranza trasfersale potrà vedere il crollo della mai amata giunta Del Turco. Già ieri sono stati elencati gli screzi tra Consiglio e giunta: i provvedimenti «arrogantemente» presentati in Aula senza farne nota ai consiglieri, i bilanci approvati a tappe forzate senza l'inserimento degli impegni di spesa; gli ultimatum e le rampogne di Del Turco.
Ieri i Consiglieri si sono presi una rivincita politica tanto da ostentare la normalità. Il presidente Marino Roselli ha al termine della riunione ricordato attraverso una nota stampa «che non esistono, alla luce degli elementi di fatto, le condizioni per giustificare interventi sostitutivi da parte dello Stato di tipo commissariale. In tale contesto il Consiglio regionale svolge le sue funzioni istituzionali assicurando l'approvazione di alcuni provvcedimenti urgenti che garantiscono la salvaguardia degli interessi collettivi».