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Pescara, 16/06/2026
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Data: 17/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
LA TRUFFA DELLA SANITA' IN ABRUZZO - Regione alle elezioni? Per ora c'è Paolini. Il presidente vicario: «Salviamo il salvabile». I consiglieri: spetta a noi decidere

Il presidente reggente: «Siamo in attesa di novità importanti»

PESCARA. «Dimissioni». E' la parola che consiglieri e assessori regionali attendono. Ma il presidente De Turco è conosciuto come un osso duro ed è ancora presidente, eletto con il 58,22% dei consensi. Oggi, però, finiti i tre giorni di isolamento potrà dire se si dimette da capo dell'esecutivo regionale, oppure, se resisterà in attesa che il Consiglio regionale faccia la sua mossa che si annuncia di sfiducia.
Nessun politico in queste ore ha osato fiatare nel «rispetto della persona e del ruolo istituzionale», ma se il silenzio di Del Turco proseguirà anche oggi, allora sarà interpretato come un diniego a dare le dimissioni. Tra gli ex alleati, in molti sono pronti a buttarlo giù dalla torre e innescare l'iter della sfiducia. Martedì prossimo in Consiglio regionale l'Italia dei Valori, lo ha ribadito ieri, presenterà la mozione contro il presidente per aprire un varco alle elezioni regionali anticipate.
I poteri Se Del Turco medita in solitudine, il suo ex vice, Enrico Paolini, oggi presidente vicario, percorre una strategia che lui definisce «del salvare il salvabile». Ieri mattina ha tenuto una affollata conferenza stampa che si è conclusa in modo singolare, una signora minuta e bruna presentatasi come venezuelana ha chiesto, «Se si rivota lei è pronto a candidarsi presidente?». Paolini sorpreso ha risposto: «Ne parliamo tra tre mesi».
La conferenza stampa era stata convocata per spiegare con tanto di verbale firmato da sette funzionari e avvocati, limiti e confini dei suoi poteri di vicario. Paolini, ha esordito nel dire che conta di svolgere il nuovo ruolo «con la massima umiltà, al servizio della Regione, e con un profilo istituzionale al di fuori delle logiche politiche».
Lunedì la giunta Come presidente vicario ha annunciato di aver convocato la giunta regionale, riunione tenuta nel pomeriggio alla quale non ha partecipato l'assessore alle Augusto Di Stanislao (Idv), che ha annunciato le sue dimissioni.
Una prossima giunta si terrà lunedì, «sapendo», ha precisato Paolini, «che ci possono essere novità rilevanti che vanno considerate». Le novità sono per l'appunto le decisioni, se ci saranno, che annuncerà Del Turco. Paolini in un delicato passaggio del suo intervento ha voluto anche chiarire che l'elogio della Procura alla parte sana della Regione era rivolto non solo a lui ma a tutti gli amministratori che hanno reso trasparenti gli atti regionali. In particolare quelli sugli accreditamenti dei posti letto alle cliniche private, che, ha ricordato, sono stati oggetto anche di accese discussioni, proposte e modifiche inserite poi nel Piano sanitario regionale. Sulle deleghe degli assessori «sospesi», ossia gli arrestati Bernardo Mazzocca, Sanità e Antonio Boschetti, Attività produttive, Paolini ha spiegato che per legge sono in mano sua, ma poiché sono tante, avrebbe proposto agli assessori rimasti in giunta di dividersi il lavoro.
«Iniziative inopportune» Mentre Paolini terminava la sua conferenza stampa a Pescara, all'Aquila veniva letta ai Capigruppo riuniti a palazzo dell'Emiciclo le indicazioni del presidente vicario. L'iniziativa di Paolini, soprattutto nel suo partito, il Pd, è stata accolta con un certo distacco e da alcuni bollata come «inopportuna». I consiglieri regionali, infatti, rivendicano che le decisioni spettano all'Assemblea e non alla giunta e «tantomeno a Paolini». «E' il Consiglio regionale che legifera e la giunta non può fare nulla senza che deliberi l'Aula», hanno osservato i consiglieri regionali. Come se non bastasse, su Paolini sono piovute critiche circa l'esposizione mediatica. «Si era concordato che per tre giorni nessuno avrebbe rotto il silenzio e rilasciato interviste. Ma questo non è accaduto, anzi».
Consiglieri all'attacco La conferenza stampa di Paolini ha suscitato anche una generale levata di scudi. I consiglieri hanno rimarcato che l'inchiesta della Procura di Pescara ha travolto e decapitato la giunta regionale mentre «il Consiglio regionale è rimasto indenne. E' giusto», hanno fatto presente i consiglieri, «rimarcare la differenza, altrimenti, si rischia di amplificare le diffidenze dei cittadini verso l'ente Regione».
«La giunta stia attenta» A riassumere la posizione di Forza Italia è stato il capogruppo Nazario Pagano, che pone condizioni alla giunta e al presidente vicario. «Attediamo di capire cosa la giunta intende fare, e ci auguriamo che comprendano la delicatezza del momento», fa presente Pagano, «noi siamo per la massima responsabilità istituzionale. Vogliamo verificare se la Regione Abruzzo potrebbero perdere fondi Europei». «Su una cosa però stia attenta la giunta», insiste il capogruppo di Forza Italia, «il ruolo che deve svolgere è neutro, se ci saranno sottoposti atti di programmazione politica allora non siamo disponibili nemmeno al dialogo».

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