PESCARA. Un incontro in casa di un amico comune (il professor Pino Mauro) con il procuratore Bruno Paolo Amicarelli. La relazione di quest'ultimo al capo della procura di Pescara, Nicola Trifuoggi. Così Del Turco avrebbe tentato di inquinare le prove: ecco perché è stato arrestato. Siamo in grado di pubblicare la relazione del procuratore generale: l'atto che, di fatto, ha dato il «la» alle ordinanze di custodia cautelare. Scrive il gip, Maria Michela Di Fine, nell'atto d'accusa: «C'è un incontro con il Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d'Appello dell'Aquila in occasione del quale l'indagato Del Turco ha, in vario modo, cercato di interferire sull'attività investigativa in corso».
L'incontro viene organizzato, su sollecitazione di Del Turco, dal docente Mauro, con messaggi Sms (vedi l'articolo in basso). E' il 4 aprile: il giorno successivo, il professor Mauro comunica a Del Turco «di aver convenuto il luogo dell'incontro con "quella persona" a casa sua». L'appuntamento fissato è fissato per mercoledì 9 aprile alle ore 17. Del Turco e il procuratore Amicarelli restano a parlare per due ore. Mauro non assiste al colloquio, resta a vedere la tv. Ma il giorno dopo Amicarelli invia a Trifuoggi una relazione di servizio, che riportiamo testualmente: «Come Ella sa, e previo suo assenso, ho incontrato mercoledì 9 aprile, su sua richiesta e presso l'abitazione del comune amico professor Pino Mauro, in Pescara, l'onorevole Del Turco. La sua richiesta di incontrarmi in modo riservato era per dolersi di quanto gli stava accadendo: una informazione di garanzia per abuso di ufficio in concorso. A suo dire l'accusa non aveva fondamento in quanto la delibera di giunta incriminata era immune da vizi e dovuta per scongiurare maggiori danni all'ente Regione.
Non poteva peraltro far presente tutto ciò agli inquirenti perché vivamente consigliato dai suoi difensori ad avvalersi della facoltà di non rispondere.
Il timore manifestato era che la incolpazione potesse aggravarsi. Alla mia prospettazione di una possibilità di produrre un memoriale mi diceva che i difensori la stavano predisponendo. Si diceva vittima del risentimento di titolare di cliniche per il suo piano sulla sanità abruzzese che riduce del 30% le tariffe riconosciute alle cliniche private.
Su mia richiesta, mi diceva di non chiedere che io riferissi alla signoria vostra le sue doglianze. Il colloquio si è concluso con la mia esortazione a non disperare in quanto l'indagine preliminare può, per sua natura, concludersi anche con una richiesta di archiviazione e con la sua dichiarazione di aver solo voluto manifestare il suo attuale stato d'animo in una sorta di "confessione laica"».