Cantieri chiusi, lavori bloccati, sindaci e lavoratori sul piede di guerra. È così che è finita la grande abbuffata "Grandi Opere" e "Cantieri aperti" varata in pompa magna dal governo Berlusconi e di cui il centrodestra è andato vantandosi per tutta la campagna elettorale e anche dopo. È così infatti che il ministro delle Infrastrutture spiega le casse piene solo di ragni per far proseguire i cantieri Anas e Fs: «Il precedente governo per far vedere agli elettori che faceva tante infrastrutture ha aperto cantieri senza avere i soldi per farli continuare». Alle Ferrovie e all'Anas servono- spiega ancora Antonio Di Pietro - circa 12 miliardi di euro «per le sole spese di cassa».
Il governo - aggiunge - «non vuole e non può fermare i cantieri ma dal momento che i soldi non ci sono ora possiamo solo stabilire delle priorità che però non tengano conto solo del caso o dei favori da fare al potente di turno». E infatti la decisione viene presa di lì a poco non a Palazzo Chigi ma dal Cda dell´Anas che dà mandato al suo presidente Vincenzo Pozzi di avviare le «sospensione dei cantieri». La chiusura - si comunica - potrà partire già da luglio, mese nel quale «non si potrà procedere ad ulteriori pagamenti».
La decisione solleva però proteste a raffica sia dei sindacati sia dei Comuni interessati ad alcuni grandi o medi lavori dell´Anas, tra cui il comune di Roma, interessato per la terza corsia del Grande raccordo anulare, un´opera considerata fondamentale per rendere meno ingorgato l´anello di attraversamento esterno della capitale. Il sindaco di Roma Walter Veltroni protesta duramente contro la decisione dell´Anas. E con lui Walter Schiavella, segretario generale della Cgil Roma e Lazio che giudica la chiusura del cantiere del Gra «un'opera di straordinaria importanza che deve vedere il suo completamento non solo ai fini del mantenimento dell'occupazione, ma anche per l'impatto che potrà avere sulla mobilità».
Non sono solo queste le critiche che si addensano sull´Anas. Il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta sostiene che le casse vuote dell´Anas non sono soltanto colpa della politica delle inaugurazioni e dei nastri da tagliare dei governanti del centrodestra ma anche dell´Anas stesso e del suo uso scriteriato dei fondi che gli sono stati affidati negli anni. «In questi anni, - dichiara Della Seta- l'Anas ha usato malissimo i soldi pubblici, approvando progetti faraonici e inutili coma la Orte-Venezia; dimostrando ogni genere di inefficienza nella gestione dei cantieri di manutenzione come quelli sulla Salerno-Reggio Calabria; venendo meno ai suoi doveri di controllo nei confronti dei concessionari autostradali. Ora gli amministratori dell'Anas avvertono che in cassa non c'è più nulla e che i cantieri vanno fermati - concluede- devono andarsene perché hanno fallito miseramente nei loro compiti istituzionali».
La dirigenza dell´Anas gli risponde piccata che il quadro tratteggiato da Della seta è falso. L'Anas si vanta di aver aperto al traffico 952 chilometri di nuove strade o di tratti ammodernati; di aver realizzato investimenti pari a 18,2 miliardi di euro di appalti affidati e 17,4 miliardi di euro di lavori aggiudicati a gara; insomma di aver aperto cantieri, tuttora in attività, per un controvalore di circa 12 miliardi di euro.
Guardacaso 12 miliardi è esattamente la cifra che manca per continuare i lavori. Il ministro Di Pietro ha fatto i conti, ha incontrato i dirigenti di Anas e Fs. «Mancano 2 miliardi e 100 per l'Alta velocità - ha fatto il dettaglio sui lavori della rete ferroviaria-, 3 miliardi per la rete convenzionale, 900 milioni di euro per i contratti di programma e 618 milioni per gli interessi Ispa. In totale 6 miliardi e 619 milioni di euro per fronteggiare solo la cassa - ha aggiunto il ministro - ai quali si aggiungono i cinque miliardi necessari ad Anas, dei quali circa due sono indispensabili immediatamente».
Il ministro annuncia che «martedì e mercoledì prossimo illustrerà alle commissioni parlamentari qual è lo stato della situazione dei cantieri e il livello delle priorità con le risorse a disposizione». E le priorità dovranno tener conto - ha precisato -«non del caso o dei favori da fare al potente di turno». E a chi chiede al ministro in conferenza stampa se avesse fatto presente al ministro dell'Economia queste necessità Di Pietro ha risposto: «Dal primo giorno in cui ho assunto questo incarico ho detto al ministro Padoa-Schioppa lo stato di grave situazione delle Ferrovie e dell'Anas, lui se ne sta occupando e può reperirle attraverso strumenti e manovre finanziarie. Lo lascerei lavorare con serenità». Ma i sindacati non sono molto se.«Ogni giorno c'è un annuncio, un allarme riferito a scuola, sanità, contratti pubblici e pensioni - dice il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani - oggi è la volta del blocco degli investimenti Anas. Mi sembra una situazione un pò paradossale perché si trasmette al Paese un messaggio forte di precarietà e di allarme». I vertici Cgil Cisl e Uil pretendono perciò di essere convocati dal governo già entro la fine del mese.