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Pescara, 30/04/2026
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17/07/2008
Il Messaggero
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Ticket, si tratta fino all'ultimo sui tagli. Passa la Robin tax, meno soldi ai sindaci poco virtuosi, liberalizzazione a metà sui servizi locali. |
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ROMA Trattativa fino all'ultimo sui tagli alla Sanità e sull'abolizione del ticket per la diagnostica. E' il punto più delicato, insieme alla stretta sulla sicurezza, della manovra finanziaria che arriverà oggi in aula a Montecitorio con l'intervento del ministro Tremonti. Il maxi-emendamento del governo è stato presentato ieri sera a Montecitorio, dopo l'approvazione degli ultimi emendamenti in commissione: rinvio al 31 dicembre 2008 per l'elenco degli immobili della Difesa da mettere in vendita, slittamento di 120 giorni per l'operazione taglia-leggi, finanziamento della social card anche con il Fondo per i conti correnti dormienti, impronte digitali per tutti sulle carte d'identità, a partire dal 1° gennaio 2010. Altre modifiche saranno riproposte in aula; in particolare, la riforma della Finanziaria e soprattutto, l'abolizione dell'articolo che impone la copertura non solo del saldo netto da finanziare ma anche del fabbisogno e che ha suscitato un "caso-Ici". Lo ha annunciato il ministro Vito suscitando le proteste dell'opposizione (per la quale l'esecutivo «cambia le carte in tavola») e precisando che ci si atterrà «al testo delle commissioni». E' in ogni caso una manovra diversa dal decreto legge originale quella che arriva in assemblea e sulla quale il governo si prepara a porre la fiducia, con voto finale verso martedì. Sono infatti circa 150 le modifiche apportate, che includono i "travasi" dal disegno di legge di accompagnamento alla manovra triennale. Sui ticket sanitari si è tentato un'estrema mediazione, che sembra abbia coinvolto il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, e bisognerà aspettare stamattina per conoscerne il verdetto. Fino a ieri sera, comunque, il testo arrivato a Montecitorio non includeva i 400 milioni promessi come ultima offerta dal governo e si era dunque fermi ai 50 milioni previsti inizialmente come contributo statale alla copertura per l'abolizione del ticket. Per il resto, è confermato il ricorso alla Robin Tax su banche e petrolieri: pagheranno un'Ires più alta (dal 27,5 al 33 per cento) ma non ci sarà l'incremento delle royalties sulla produzione di idrocarburi né l'obbligo di consegnare l'1% della produzione allo Stato. La carta sociale per i meno abbienti sarà alimentata, per il 2008, dalle maggiori imposte che graveranno sulle banche. Passa anche la stretta sulle indennità per i sindaci e per i consigli comunali: non più il 20% in meno per tutti, ma un taglio del 30% solo per i Comuni con i conti in rosso. «Così è a serio rischio l'erogazione dei servizi», hanno protestato Uncem e Legautonomie. Via libera alla liberalizzazione della rete dei carburanti e a una versione edulcorata della liberalizzazione dei servizi pubblici locali, voluta dalla Lega, che ha suscitato la forte protesta dell'Anigas che chiede lo stralcio delle norme. Al Senato infine c'è stato uno scontro con l'opposizione sul nodo della copertura per l'abolizione dell'Ici. Il nodo è stato risolto con la votazione di un ordine del giorno che è stato salutato come una vittoria dal Pd.
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