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Pescara, 16/06/2026
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Data: 18/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
LA TRUFFA DELLA SANITA' IN ABRUZZO - «Niente tangenti, io ho aiutato la Asl di Chieti» Boschetti: ho preso solo la parcella dopo che Conga mi ha nominato consulente

Chiesta la libertà Negati anche i contatti con gli altri indagati

LANCIANO. Ha mostrato livore verso chi lo interrogava. Per alcuni tratti è parso anche indignato sulla decisione che lo ha portato dietro le sbarre. Come in un'accesa arringa in tribunale, Antonio Boschetti, avvocato ed assessore regionale pd alle Attività produttive, ha cercato di chiarire al Gip che lui non c'entra con l'associazione per delinquere che lo ha portato in carcere nel terremoto sulla sanità e che non ha mai avuto contatti con i correi. Sbracciandosi indicando le pagine 44 e 45 dell'ordinanza di custodia cautelare, ha spiegato che dall'imprenditore Vincenzo Angelini non ha mai preso tangenti. Così senza tirare in ballo nessuno, Boschetti, ha difeso solo se stesso.
L'esame dell'ordinanza. Provato dalla detenzione di tre giorni ma mai domo, giù di morale alla sera ma pronto a battagliare durante il giorno, Boschetti ha trascorso le ore in carcere studiando l'ordinanza che gli avvocati Giovanni Cerella di Vasto e Vincenzo Colalillo di Isernia, gli avevano fatto recapitare. Il Gip, Maria Michela Fine, aveva autorizzato l'assessore ad incontrare i suoi legali prima dell'interrogatorio.
La linea difensiva. Alle 13,18 a varcare per primo il cancello del supercarcere di Villa Stanazzo è proprio Cerella. L'interrogatorio, inizialmente previsto per le 14, è anticipato di mezz'ora. Il ruolino di marcia di giudice e magistrati è cambiato: si viaggia e ci si sposta a razzo tra le carceri di Chieti, Sulmona e Lanciano. Anche perché al "Madonna del Freddo" di Chieti Camillo Cesarone si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il colloquio tra Cerella e Boschetti dura appena dieci minuti perché l'assessore vuole parlare.
Arrivano i giudici. Alle 13,22 ecco l'Alfa 156 della Procura di Pescara. Davanti c'è il procuratore capo Nicola Trifuoggi, dietro i pm Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli. Non ci sono scorte. Passano altri sette minuti e giunge la Fiat Punto nera con a bordo il Gip Fine. L'auto può essere scambiata come una normale utilitaria se non è per la paletta della polizia giudiziaria che spicca sul croscotto. E' in ritardo di una manciata di minuti, invece, Vincenzo Colalillo, l'altro avvocato del detenuto: gli fa strada la moglie di Boschetti, Candida Bussoli, e uno dei fratelli, Simone, che pare il gemello dell'assessore. Sono le 13,30, entra Colalillo e l'interrogatorio può iniziare.
Le accuse. Boschetti è convolto in due filoni dell'inchiesta. Da un lato c'è l'attività svolta come consulente della Asl di Chieti fino all'ingresso in consiglio regionale. In particolare, secondo l'accusa, avrebbe cercato di favorire le cliniche private e tentato, con altri indagati, di spostare il controllo sulle aziende sanitarie regionali alla Fira, la finanzaria regionale, sottrandolo a questo ruolo i direttori generali Asl. Con la giunta regionale guidata dal presidente Ottaviano Del Turco, a Boschetti, nel frattempo eletto consigliere regionale, viene contestato il reato di associazione per delinquere finalizzato alla concussione.
Le tangenti. Secondo quanto ha raccontato Angelini ai magistrati, Boschetti avrebbe ottenuto soldi per 90mila euro. In un caso, il consigliere avrebbe costretto l'imprenditore chietino a farsi consegnare la somma 60mila euro «materialmente ricevuta dal Boschetti a più riprese e per importi di 15mila euro per ogni dazione», perché insieme a Cesarone si stava dando da fare «nel sistemare le vicende del gruppo Villa Pini»; nell'altro a farsi consegnare, sempre da Angelini, 30mila euro in due tranche da 15mila, perché, sempre con Cesarone, stava lavorando sulla «bozza di rinnovo dei contratti delle cliniche private e che avevano fatto tutto nell'interesse del gruppo Villa Pini».
L'interrogatorio. «Sono estraneo a questi fatti e soprattutto all'associazione per delinquere», dice Boschetti al Gip, «e non ho preso neanche un centesimo da Angelini. Sono stato consulente dell'ex manager Asl di Chieti, Luigi Conga, e ho studiato una transazione sui debiti dell'azienda nei confronti delle cliniche di Angelini». In particolare Boschetti avrebbe trattato con Angelini, che vantava 13 milioni di euro per prestazioni sanitarie. La somma, però, era stata ritenuta troppo alta dalla Regione che alla fine pagò 11 milioni di euro. La fattura di Boschetti, 50mila euro, fu rilasciata dopo la sua elezione alla Regione.
L'avvocato Cerella. Poco prima delle 15 magistrati e Gip lasciano il supercarcere. Un quarto d'ora dopo tocca ai difensori dell'assessore uscire da Villa Stanazzo. «E' stato un interrogatorio di garanzia completo», dice Cerella, «Boschetti ha risposto a tutte le domande del giudice dimostrando la sua innocenza e l'estraneità ai fatti addebitati. Con Angelini non ha avuto legami particolari se non di tipo istituzionale. Sabato (domani per chi legge, ndr), presento la domanda di scarcerazione». Intanto domani Boschetti potrà vedere i familiari.

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