Iscriviti OnLine
 

Pescara, 16/06/2026
Visitatore n. 754.993



Data: 18/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
LA TRUFFA DELLA SANITA' IN ABRUZZO - Voto anticipato, confusione sulle regole. Chi deve indire le elezioni? Paolini è pronto ma c'è anche l'ipotesi Del Turco

Due ipotesi sulla data del voto: fine novembre o aprile in abbinata con le provinciali

PESCARA. Le dimissioni di Ottaviano Del Turco da presidente della giunta regionale (dimissioni accompagnate dall'autosospensione dal Partito democratico) hanno preceduto solo di qualche ora il decreto di sospensione del governatore e degli assessori regionali arrestati, già pronto per la firma sul tavolo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Ora si apre una fase istituzionale complessa che dovrà accompagnare l'Abruzzo alle elezioni anticipate, dopo tre anni due mesi e 20 giorni di governo dell'Unione.
Nei palazzi della politica non c'è chiarezza su come procedere, perché è la prima volta dalla istituzione delle Regioni nel 1970 che si verifica in Italia un caso di scioglimento anticipato (l'annullamento delle elezioni regionali del Molise nel 2001, sulla base di una sentenza del Tar, è un caso diverso). Ma anche perché gli sviluppi possibili sono legati anche alle decisioni che i magistrati prenderanno sulla richiesta di scarcerazione avanzata dagli avvocati di Del Turco.
«Se le cose restano così», spiega il giurista Vincenzo Cerulli Irelli, «il consiglio si scioglie e si va alle urne. Le elezioni le indice il vicepresidente della giunta regionale entro 90 giorni, come da statuto».
Ma se il Gip dovesse accogliere la richiesta di scarcerazione, lo scenario potrebbe cambiare totalmente.
«Se il presidente torna in libertà», spiega un funzionario di Palazzo Centi, «torna in carica per la normale amministrazione fino all'insediamento del prossimo esecutivo e sarà lui a indire le elezioni». Su queste ipotesi stanno lavorando gli uffici legislativi della Giunta e del Consiglio regionale. Una conferma arriva da Gianni Melilla, capogruppo di Sinistra democratica e presidente della Commissione che ha elaborato il nuovo statuto regionale: «La Carta regionale tutela il presidente, e la legge elettorale è una legge presidenziale. In caso di dimissioni, ma anche in caso di sfiducia del Consiglio, essendo il presidente eletto dal popolo è lui che porta la Regione alle elezioni. Nel momento in cui Del Turco dovesse uscire dal carcere è del tutto evidente che cade l'impedimento temporaneo e rientra nelle sue funzioni di presidente dimissionario».
IL COMMISSARIAMENTO È invece esclusa l'altra ipotesi: quella del commissariamento della Regione, prevista dall'articolo 126 della costituzione. Spiega Vincenzo Cerulli Irelli: «È una norma mai utilizzata finora. Prevede il "commissariamento" della Regione mediante un decreto motivato del presidente della Repubblica che disponga lo scioglimento del Consiglio e la rimozione del presidente. Ma questo procedimento presuppone che sia rilevato il compimento da parte degli organi regionali di "atti contrari alla Costituzione" o di "gravi violazioni di legge", o che ricorrano "ragioni di sicurezza nazionale". Nel nostro caso», chiarisce Cerulli Irelli «non ricorre nessuno di questi presupposti; perché anche le gravi violazioni di legge che sono adombrate, a quanto si può capire, nei provvedimenti dell'autorità giudiziaria sinora emanati, sono tutte da provare; e perciò, allo stato, non risultano accertate in termini formalmente validi».
In sostanza, se Del Turco dovesse tornare in libertà non ci sarebbero impedimenti alla reintegrazione nella sua funzione come presidente dimissionario. Potrebbe essere invece lo stesso presidente dimissionario a decidere di non tornare a svolgere il suo incarico.
LA DATA DEL VOTO Sulla data del voto, gli uffici della Regione stanno valutando due ipotesi: l'ultima domenica di novembre o la prima domenica di dicembre, considerando il termine di 90 giorni dalle dimissioni del presidente previsti per l'indizione delle elezioni, e i 45 giorni previsti per la campagna elettorale. Ma i tempi potrebbero anche allungarsi e arrivare ad aprile. Spiega Cerulli Irelli che «la tempistica può essere modulata dalle forze politiche, tenendo conto degli interessi dell'ente: approvazione del bilancio, legge elettorale e così via». E ieri anche lo stesso presidente del consiglio Marino Roselli, ha frenato gli impazienti, chiarendo che i termini non sono così perentori. Ci sono molte cose da sistemare: i bandi europei, i fondi per le imprese, le riforme degli enti in sospeso. Molte, ma non la sanità, che probabilmente la prossima settimana sarà commissariata dal governo.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it