Ma l'Fmi rivede al rialzo le stime del Pil. Chiesta la fiducia sul maxiemendamento Il ministro conferma la Robin Tax: darà 4 miliardi a regime Non ci sono tesoretti, niente nuove tasse
ROMA. Tutto come previsto: il governo ha messo la fiducia sul maxiemendamento che raccoglie la manovra 2009. Il testo è quello uscito dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, «con modifiche marginali», dice il ministro Tremonti: i 400 milioni per i ticket della Sanità, per esempio, la cancellazione della miniriforma sui servizi pubblici (per il veto di An), il blocco dell'azzeramento dell'Autorità dell'energia. C'è anche la riforma della Finanziaria 2009 che diventa «inemendabile».
Dall'opposizione protestano per il metodo (fiducia su un maxiemendamento prima che sia reso noto) e parlano di nuova falcidia sui ministeri: 300 milioni. E non solo. «Sono stati cancellati gli assegni sociali a 500mila persone, molti fra loro sono ultrasessantacinquenni senza contributi per la pensione minima e con reddito inferiore ai 5mila euro», dice Margherita Miotto, Pd.
I problemi, comunque, spiega il ministro Giulio Tremonti, Economia, illustrando la manovra, sono altrove. «Non ci sono tesoretti ereditati, non c'è alcuna giacenza, i numeri ereditati hanno tutti il segno meno. Ma non ci saranno nuove tasse». Poi un fosco presagio: la crisi internazionale è tutt'altro che passata, anzi potrebbe addirittura aggravarsi. Una previsione in parte confermata da Simo Johnson, capo economista del Fondo monetario internazionale: «C'è la possibilità di una recessione globale». Ma l'Fmi proprio ieri ha rialzato tutte le sue previsioni sulla crescita, italiane comprese. Se prima si pronosticava che quest'anno l'Italia sarebbe cresciuta dello 0,3% ora si torna allo 0,5%. Pagliuzze decimali, che ci mantengono comunque agli ultimi posti in Europa e nell'area dell'euro dove la crescita sarà dell'1,2%. I nostri diretti concorrenti, poi, cresceranno sensibilmente di più: 2% la Germania, 1,6% la Francia, 1,8% la Spagna. Il mondo nel suo complesso crescerà un po' di più del previsto, il 4,1% rispetto al 3,7%. Il prossimo anno la crescita globale sarà del 3,9%, ma là dove l'economia corre come una locomotiva, in Cina per esempio si parla di un +9,8% il prossimo anno (9,1% nei paesi emergenti nel compleso).
Buone notizie anche dagli Usa: «Ci sono crescenti segnali di rallentamento - dice Simon Johnson, capo economista del Fondo - ma anche indicazioni che lasciano pensare a una ripresa, anche se contenuta, per il 2009».
A proposito di previsioni con «forchetta ampia» si segnalano quelle fornite ieri da Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria: «Quest'anno il Pil italiano può crescere fra lo 0,1 e lo 0,4%».
Tornando a Tremonti («Anche con me, a volte, ha l'atteggiamento di chi si ritiene un genio e considera tutti gli altri pirla», dice di lui il presidente del consiglio Silvio Berlusconi) l'illustrazione della manovra gli ha permesso di tornare sulla Robin Tax («Darà a regime 4 miliardi»), sulla carta di credito per i meno abbienti («La usano anche negli Usa»), sulla Banca del Sud.
Torna anche sul federalismo fiscale per dire che «si può fare solo con il consenso di tutti». Sulla questione della Sanità si sancisce il passaggio dalla «finanza creativa» al «lessico creativo»: non ci sono tagli, ma «si riducono le dinamiche incrementali di spesa pubblica».