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Data: 18/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Statali, visita fiscale al primo giorno di malattia. Scure del ministro Brunetta: stipendi decurtati nei primi dieci giorni di assenza

«Chi lavora al nero sarà stanato anche ricorrendo alla Gdf» Per il ministro assenteismo giù del 20%

ROMA. Con una circolare, il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta ha dato una stretta alle assenze degli impiegati pubblici e al secondo lavoro in nero. La stretta prevede una visita medica fiscale obbligatoria anche nelle assenze di una sola giornata con la decurtazione della parte variabile dello stipendio per i primi dieci giorni di assenza, per malattia o permessi.
Se l'assenza prolungata si verifica una seconda volta nell'arco dell'anno, sarà necessario il certificato di un medico pubblico che la confermi.
Quanto al taglio dello stipendio, il ministro precisa che non si rifletterà sulla tredicesima, ma riguarderà quel 25-30 per cento dello stipendio che riguarda le indennità accessorie.
Esattamente la circolare dice: «In caso di assenza per malattia per i primi dieci giorni di assenza è corrisposto al dipendente il solo trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni altra indennità o emolumento».
Per quanto riguarda l'obbligo della visita fiscale anche per un solo giorno di malattia, la circolare prescrive: «La visita del medico fiscale è sempre obbligatoria anche nelle ipotesi di prognosi di un solo giorno, salvo particolari impedimenti del servizio del personale».
Il segretario nazionale dei sanitari di Medicina Generale Giacomo Milillo fa notare che «prevedere il controllo anche per un solo giorno di malattia aumenterà il lavoro dei medici fiscali e il loro costo». «Al fine di agevolare i controlli», la circolare del ministro prescrive «un più ampio arco di orario per le visite mediche fiscali». Queste novità sono già in vigore e riguardano quindi le assenze che si verificano a decorrere «dal 26 giugno». Naturalmente le visite mediche dovranno essere predisposte nei prossimi giorni.
In questo clima militaresco, l'assentesimo è calato del 20 per cento a fine maggio. Lo annuncia sempre il ministro Brunetta, affermando che ieri ha dato ai dirigenti una griglia per segnare assenze e provvedimenti disciplinari e che a settembre «ci sarà un osservatorio sull'assenteismo che pubblicherà mensilmente dati sull'azione moralizzatrice intrapresa».
Il ministro non si vuole fermare. Avverte che i dipendenti pubblici che fanno un secondo lavoro in nero «saranno stanati anche grazie alla collaborazione della guardia di finanza» e saranno licenziati. A questo progetto collaborerà anche la Corte dei Conti mettendo a disposizione i suoi «strumenti». Dopo questo pugno nello stomaco a tre milioni di dipendenti pubblici, il ministro «auspica che il confronto con i sindacati per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego possa riaprirsi».
Brunetta è solo all'inizio: «Ci saranno fatti nuovi» si compiace «auspico che il confronto possa riaprirsi sulla base di seri ragionamenti comuni».
Un primo incontro all'Aran non è andato bene, la settimana scorsa, perchè i sindacati hanno rifiutato una trattativa che avrebbe dovuto prevedere un aumento di 8 euro per il 2008 e di 60-70 euro per il 2009.
Di fronte alla circolare firmata ieri da Brunetta, i sindacati non sono rimasti a guardare. «Da un lato chiede scusa agli statali per averli chiamati fannulloni e dall'altro mette in atto contro di loro iniziative persecutorie» commenta Gianni Baratta della Cisl, aggiungendo: «Anche le fasce di reperibilità per i lavoratori pubblici sembrano molto simili a quelle degli arresti domiciliari». «Il ministro butta fumo negli occhi per nascondere che non ha risorse per i rinnovi contrattuali» sostiene Carlo Podda della Cgil.

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