«In una situazione internazionale di crisi economica che può anche aggravarsi, l'obiettivo della manovra è ridurre il deficit senza aumentare le tasse». Lo ha indicato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, illustrando alla Camera il maxiemendamento al decreto legge che anticipa la manovra. Gli interventi del governo, ha spiegato Tremonti, sono «rispettosi del lavoro della Commissione e contengono solo parziali aggiunte e modifiche, realmente strumentali. È un testo su cui abbiamo fiducia». Anticipando a prima dell'estate la manovra, ha aggiunto, «s'interrompe una tradizione di storia finanziaria che io definisco negativa, perché ha contribuito a far avere all'Italia il terzo debito pubblico del mondo senza avere il terzo Pil del mondo». Tra le misure principali (qui altro materiale), i quattro miliardi di entrate che arriveranno dalla Robin tax andranno al settore sociale, mentre per la sicurezza sarebbero in arrivo 400 milioni. Proprio sul tema sicurezza, i sindacati delle forze dell'ordine hanno protestato davanti a Montecitorio, presente il leader del Pd Walter Veltroni, contro gli eccessivi tagli al comparto.
«La fiducia sarà votata dalla Camera lunedì». Lo ha detto al termine della conferenza dei capigruppo il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito. L'approvazione della manovra dovrebbe arrivare, invece, tra mercoledì e giovedì. Intanto da Palazzo Madama è arrivato in mattinata il via libera definitivo al decreto legge fiscale, che contiene l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, l'eliminazione della tassazione sugli straordinari per i lavoratori dipendenti del settore privato, le norme per la rinegoziazione dei mutui.
Il "tesoretto" non c'è. «Non ci sono tesoretti ereditati, ricchezze giacenti e nascoste. Da tutte le parti ci sono numeri con il segno meno e non con il segno più», ha affermato Tremonti in Aula, aggiungendo che «la crisi economica in atto nel mondo e nell'Italia può aggravarsi». Tra le novità inserite dal governo c'è la riforma della finanziaria, che prevede in via sperimentale che non sia emendabile con interventi microsettoriali. E poi le questioni relative ai ticket sanitari. Tremonti ha difeso i tagli contestati dalle Regioni, sottolineando che per il 2009 «non ci sono interventi riduttivi». Nel maxiemendamento, ha detto, «ci saranno i 400 milioni promessi dal governo a copertura della cancellazione dei ticket sanitari da 10 euro sulla diagnostica e la specialistica».
Altri provvedimenti. «Per i trasferimenti delle società non ci saranno più i notai. Una novità che produce risparmi per circa 300 milioni di euro». E poi la Banca del Sud. «Il mezzogiorno è l'unica area europea a essere "debancalizzata". L'esperimento potrà incontrare delle difficoltà - aggiunge - ma dico no a un cinico fatalismo che condanna il Sud a non avere una banca». Quanto alle infrastrutture, «l'intenzione del governo è per un uso attivo della Cassa Depositi e Prestiti. Finora - rimarca Tremonti - quest'ultima ha avuto un ruolo relativamente inattivo, l'esecutivo pensa che debba provvedere non solo ai capitali e ai finanziamenti, ma anche alla regia delle grandi opere».
Altri due provvedimenti che danneggiano i lavoratori
Un emendamento alla manovra economica approvato dalla maggioranza di centrodestra cancella il diritto all'assunzione a tempo indeterminato e lo sostituisce con una indennità variabile tra due mesi e mezzo e sei mesi di stipendio. In pratica la nuova norma riscrive il protocollo sul Welfare. In caso di violazione della durata del contratto a termine e della proroga, non scatterà il passaggio al contratto a tempo indeterminato, sostituito da un indennizzo di importo compreso "tra un minimo di 2,5 ad un massimo di 6 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto". Per il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, che per primo ha denunciato questo provvedimento, "addirittura, queste norme devono essere applicate anche ai giudizi in corso all'entrata in vigore della legge,vanificando uno dei principali strumenti di rientro dalla precarietà".
Viene inoltre cancellato l'obbligo per il datore di lavoro di comunicare assunzione il giorno prima dell'inizio del rapporto. L'obbligo viene spostato al quinto giorno successivo all'assunzione. La norma - spiega ancora Fammoni - "ha prodotto tanti effetti positivi nella lotta al sommerso e per la sicurezza dei lavoratori». Gli fa eco il segretario generale della Fillea Cgil Franco Martini, secondo il quale la sostituzione della norma è "di una gravità assoluta". "Governo e maggioranza - spiega Martini - continuano a sferrare colpi di piccone alla legislazione sul lavoro, non risparmiano neanche quei provvedimenti che già hanno prodotto effetti positivi nella lotta contro gli infortuni".