PESCARA - Niente primavera, bocciati ieri sera nella riunione del centrosinistra i prendi-tempo, quelli che avrebbero voluto tirarla per le lunghe e che sarebbero rimasti abbarbicati alla poltrona ancora per un pezzo: si vota entro l'anno ha deciso il conclave di maggioranza e le elezioni saranno fissate prima di ferragosto. A Enrico Paolini il compito di verificare tutti gli aspetti tecnici col presidente del Consiglio regionale Marino Roselli e col presidente della Corte d'Appello Mario Della Porta. Ma c'è un altro aspetto sul tappeto, quello più importante: le allenze. «Noi lavoriamo per costruire una nuova alleanza a partire dagli attuali alleati della coalizione», dice Stefania Misticoni. Che significa anche con l'Udc, confermano Giovanni Lolli e Massimo Luciani: perchè dopo le prove generali di Francavilla, i tempi sembrano maturi. Udc va bene, ma il Pd rischia però di perdere per strada alcuni pezzi importanti, come l'Italia dei Valori visto che ieri l'assessore Augusto Di Stanislao ha formalizzato le dimissioni consegnando la sua delega a Paolini. «Di Pietro ci ha già suggerito la linea - dice il parlamentare Carlo Costantini - e cioè alleanze con le persone e non con i partiti».
Insomma centrosinistra in bilico, tutto dipenderà dalla capacità del Pd di dare un segnale forte di rinnovamento all'elettorato e agli alleati, a partire dal programma, per finire con le candidature e la nuova classe dirigente. Si fa strada l'ipotesi di una candidatura alla presidenza della Regione all'Italia dei valori, una candidatura forte, di tipo commissariale. E se in molti sognano Di Pietro, c'è chi pensa anche a Costantini. Ci vorrà coraggio in ogni caso, e Giovanni Lolli che ha già convocato con Giovanni Legnini una riunione di tutti i parlamentari dell'Abruzzo per la prossima settimana per risolvere i problemi più urgenti della Regione, suggerisce «discontinuità»: c'è bisogno, dice, di un forte segnale, «e noi dobbiamo obbligatoriamente farci carico di un totale rinnovamento della classe dirigente, attingendo a energie giovani e alle esperienze maturate negli enti locali».
Ma c'è stata anche tanta autocritica nella riunione del Pd di ieri pomeriggio che ha preceduto il vertice di maggioranza: «Abbiamo abbassato la guardia - continua Lolli - e abbiamo lasciato che Angelini dettasse l'agenda della sanità in Abruzzo. E' bene riconoscerlo: il centrosinistra doveva essere più energico e risoluto rispetto alla sanità privata, invece abbiamo dimostrato una eccessiva permeabilità, e adesso ne paghiamo le conseguenze». Esprime solidarietà a Del Turco, Giovanni Lolli, «solidarietà personale, umana e politica», ma anche rispetto per la magistratura, «che va fatta lavorare con serenità». Il centrodestra riunirà consiglieri regionali e parlamentari questa mattina a Pescara, sul tavolo il caso Del Turco e le candidature. In molti si aspettano un segnale da Roma, mentre da Teramo c'è Paolo Tancredi al lavoro su Gianni Chiodi. Alla riunione di ieri il neo senatore ha illustrato la situazione agli assessori comunali di Forza Italia e al coordinatore comunale del partito. La sua punta di diamante è Chiodi, «ma la scelta non spetta ad un singolo». E quindi, non spetta a lui solamente. «Certo, Chiodi si vuole candidare alla Regione», si lascia sfuggire prima di riprendersi immediatamente: «In realtà il sindaco di Teramo è una persona molto corretta. In questo momento si è tirato fuori da questo ragionamento. Se ci sono le condizioni, si vedrà».