Il centrosinistra si ricompatta «La data delle elezioni da decidere entro la prima metà di agosto»
PESCARA. «Roma dice che dobbiamo votare subito. Niente rinvii». E' l'indicazione dei vertici del Partito democratico nazionale che accelera la resa dei conti interna al partito abruzzese. Il Pd è disorientato, sotto assedio, ma su liste e candidati presidenti si è aperta la discussione. Il favorito è Giovanni Legnini ma anche la presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane sarebbe pronta, così come il presidente vicario, Enrico Paolini che ha assunto un ruolo molto speciale, in bilico tra quello istituzionale e quello politico.
La strada però è in salita. Il vertice del Partito democratico si trova impigliato in una situazione da brivido: il presidente della giunta, Ottaviano Del Turco agli arresti, il segretario regionale Luciano D'Alfonso indagato, sotto la pressione di un tam tam inquisitorio paralizzante.
Ieri, però, è spuntata una buona notizia. Al termine della riunione della coalizione di centrosinistra tenuta a Pescara sono stati fatti passi avanti. Pd, Italia dei Valori, Rifondazione e PdCi hanno deciso che entro Ferragosto si fisserà la data del voto. Quindi voto in autunno. Una intesa significativa perchè sulla data poteva, prima di nascere, naufragare un nuovo ppatto di coalizione. La data del voto entro l'autunno però accelerà il chiarimento nel Pd.
La svolta I giovani leoni confidano: «non siamo sciacalli» ma nel contempo fiutano che è il loro momento. Il banco di prova sarà la formazione delle liste. Prima questione: gli indagati ci saranno o dovranno starsene a casa?. Questione che difficilmente, il segretario D'Alfonso potrà sciogliere. Altro punto la scelta del candidato presidente. Prima della bufera giudiziaria filava quasi tutto liscio: il presidente, Del Turco avrebbe fatto una scommessa presentandosi alle elezioni Europee, mentre il senatore Giovanni Legnini avrebbe potuto candidarsi alla guida della giunta. Invece, la situazione è precipitata in modo drammatico.
I giovani leoni del Pd Il capitolo più delicato non è quello giudiziario «che riguarda le persone e le loro responsabilità», dicono i giovani rampanti, «ma quello politico». «Noi governiamo ovunque», osservano, «Regione, Province, Enti locali, dalle Ato all'Aptr; dopo quello che è accaduto rischiamo la catastrofe, allora bisogna fare scelte, quelle scelte che i vertici rinviano. Nelle prossime ore sapremo chi deve andare a casa: i giovani, e forze nuove, oppure chi è da oltre venti anni al governo di enti e amministrazioni».
Il progetto dell'Italia dei Valori, invece, prevede che i partiti restino fuori, conteranno solo gli uomini che devono portare una fedina penale assolutamente immacolata.
Dipietristi all'attacco Singoli uomini da lanciare nell'arena politica. Su questo terreno il leader dell'IdV, Antonio Di Pietro è pronto a rivendicare in Abruzzo la candidatura a presidente di un suo uomo.
«Alleanze con le persone e non con i partiti», fa presente il deputato Carlo Costantini, «non rinunciamo al dialogo ma al centro ci saranno le persone che devono offrire in Abruzzo la garanzia di un radicale rinnovanmeto politico. Di questo però si occuperà direttamente il presidente Di Pietro».
Pdl, i volti nuovi Forza Italia e An punteranno sui giovani e questo è una sorta di assist ai qurantenni del Pd. Nel Popolo della Libertà i tre pronti a scendere in campo sono Nazario Pagano, capogruppo rregionale di Forza Italia, Gianni Chiodi indipendente di centrodestra, sindaco di Teramo, e Fabrizio Di Stefano neo senatore di An. In posizione più defilata Maurizio Scelli deputato sulmonese di Forza Italia e Alfredo Castiglione, capogruppo regionale di An.
La corsa è iniziata, ma con il sospetto, il ruolo che avrà la vecchia guardia. Il coordinatore di Forza Italia, Andrea Pastore vorrà dire la sua, come tutti i parlamentari che desiderano condizionare, se non imporre, la scelta.
I partiti del Popolo della libertà si vedranno oggi Per fare il punto della situazione alle 11, presenti Forza Italia, An, Udc, Dc per l'Autonomia, la Destra. «Se qualcuno sta lavorando per non andare al voto a novembre», sottolinea Fabrizio Di Stefano, «sta lavorando contro gli interessi della Regione Abruzzo». La federazione di Chieti de La Destra, con la portavoce, Annarita Guarracino invece, lancia il sessantaduenne parlamentare,Teodoro Buontempo.