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Pescara, 16/06/2026
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Data: 19/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
LA TRUFFA DELLA SANITA' IN ABRUZZO - Zelli: «Angelini sa tutto dei 21 milioni spariti» Affare Humangest, il manager scarica sul grande accusatore e smentisce Dovizioso

E la procura convoca il campione di moto che diventa testimone

PESCARA. Andrea Dovizioso: «Mai conosciuto Zelli». Il manager arrestato: «Ma come? E' anche venuto a Pescara e siamo stati a pranzo insieme». Il campione di Moto Gp contro il patron dell'Humangest, Gianluca Zelli, arrestato per riciclaggio di 21 milioni che non sarebbero stati usati per sponsorizzare la moto 250 cc. La procura chiamerà il campione a testimoniare. Finisce così l'interrogatorio del manager ed ex direttore della clinica Villa Pini finito nei guai e che ora scarica accuse anche contro Enzo Angelini.
«Non è vero che Angelini non sapeva nulla dei 21 milioni. È stato lui a firmare i contratti», dice Zelli davanti al giudice Maria Michela Di Fine e ai pm Bellelli e Di Florio.
Sono le 10,30 quando comincia il faccia a faccia con uno dei personaggi chiave dell'inchiesta su Sanitopoli che, come avvocato, sceglie Augusto La Morgia. Ma questi deve rinunciare all'incarico perché è anche il legale di Luigi Pierangeli che nella stessa inchiesta è parte offesa essendo titolare di una di quelle cliniche rimaste con meno budget perché a fare la parte del leone era Angelini. «Che sapeva dell'affare Humangest», ripete Zelli mentre in carcere arriva anche il procuratore capo. Il fatto che il manager accusato da Angelini di aver fatto sparire soldi della cartolarizzazione si sia deciso a parlare fa accendere l'interesse dell'accusa. Ma Zelli, assistito dall'avvocato Torino Rodriguez, si difende a tutto campo. Parla per quasi due ore. E definisce l'affare Humangest un'operazione vera e vantaggiosa ai fini fiscali. Poi risponde a Trifuoggi che gli mostra un articolo del Centro in cui il pilota Dovizioso dice di non aver mai incontrato Zelli. «Non è vero, ci siamo visti a Pescara». Zelli è accusato di riciclaggio per i 21 milioni trasferiti nel 2005 dalla Casa di Cura Villa Pini srl alla Humangest attraverso la finanziaria Novarfin. Ventuno milioni ufficialmente finiti ai team «Abruzzo Racing Team» e «Team Italia mega Bike», che partecipano al motomondiale 125 e 250. Ma finiti nella casse di società con sedi off-shore e quindi in paradisi fiscali, «grazie anche alla disponibilità di conti correnti fiduciari messi a disposizione dalla Barclays Bank sede di Londra», dice l'accusa.
Determinante è la testimonianza di Giordano Cerigioni, amministratore della «Syn srl», che il 10 giugno 2008 rivela ai pm che, poco prima del Gp di Barcellona del 2005 (a Motomondiale ampiamente iniziato), Zelli gli propone di sponsorizzare i suoi team, applicando il logo Humangest sulla carenatura della moto. Il rappresentante legale della «Syn» racconta ai pm di aver ricevuto, in cambio della cessione dei diritti pubblicitari, un bonifico di 200mila euro e quattro moto Aprilia da competizione, del valore di 1.600.000 euro. Ma la Aprilia Racing smentisce: mai vendute le 4 moto

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