Il pubblico impiego rialza la testa «Macchè fannulloni»
ROMA. Il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, chiede un confronto complessivo e serio sul pubblico impiego. «Altrimenti - ha detto - lo sciopero a settembre sarà inevitabile».
Per Angeletti, infatti, «non si tratta solo di rinnovare il biennio economico 2008-2009, ma al centro della discussione ci deve essere anche il taglio dei premi di produttività contenuti in manovra (che secondo calcoli sindacali porteranno ad un alleggerimento della busta paga di 200 euro, ndr). Noi siamo anche disposti a discutere criteri diversi per la loro erogazione, ma le quantità economiche non possono essere eliminate».
Angeletti ha insistito quindi nell'affermare che la discussione sul pubblico impiego «deve essere complessiva su premi, organizzazione del lavoro e contratti. Il problema è fare una trattativa che riguardi tutti gli aspetti: l'aumento di produttività, i salari e le norme che governano lavoro e retribuzioni. Con i decreti, invece, non si fa molta strada».
E in particolare sul fenomeno assenteismo e la relativa stretta da parte del governo, Angeletti ha tenuto a sottolineare che «il sindacato non lo ha mai difeso, ma la strada è trovare norme efficaci realmente in grado di intervenire. I controlli ci sono sempre stati e non si può sperare banalmente che delle norme risolvano i problemi. La situazione è complicata e per uscirne occorrerebbe sul serio uno sforzo di tutti per modificare i comportamenti. Se ci si limita, invece, ad indicare agli altri ciò che va fatto assistiamo ad un film già visto».
Circa 700 dipendenti pubblici si sono riuniti in assemblea alla Camera del lavoro di Milano per protestare contro il decreto Tremonti.
«Dietro la campagna mediatica sui fannulloni - scrive in una nota la Cgil funzione pubblica di Milano - c'è la chiara volontà di distruggere i servizi, smantellare la pubblica amministrazione, ridurre lo stato sociale e cancellare i diritti di cittadinanza nel nostro paese».
Una delegazione dei dipendenti di ministeri, agenzie fiscali, sicurezza, enti e aziende statali è stata ricevuta ieri pomeriggio dal prefetto Gian Valerio Lombardi che ha ascoltato le rivendicazioni dei lavoratori. Il timore dei sindacati riguarda le ripercussioni sul settore pubblico dell'entrata in vigore del decreto, in particolare tagli ai fondi per la contrattazione integrativa e legge Brunetta.
Il sindacato annuncia mobilitazioni, con presidi e volantinaggio sul luogo di lavoro. «Chiediamo - continua la nota - rinnovi contrattuali, il miglioramento del lavoro pubblico, un aumento dell'efficacia dell'azione della pubblica amministrazione e la difesa dello stato sociale per tutti i cittadini. Attendiamo delle risposte, e la modificazione necessaria della manovra sul pubblico impiego».