AVEZZANO. Chiude la linea ferroviaria Avezzano-Roccasecca e inizia l'odissea. Ieri sono state cancellate solo cinque corse e domani tutti i treni saranno sostituiti da autobus. Gli orari di partenza rimarranno invariati e tale situazione andrà avanti fino al 4 settembre, quando la circolazione sulla linea tornerà alla normalità. La chiusura è stata disposta per eseguire lavori di manutenzione.
La decisione di chiudere una linea fondamentale per tutta la Valle Roveto, oltre che per la Ciociaria e la provincia di Cassino, ha messo in agitazione le comunità e gli amministratori locali. Nei giorni scorsi il sindaco di Canistro, Angelo Mariani, ha convocato un consiglio straordinario per «scongiurare la ventilata ipotesi di soppressione linea». La Comunità montana Valle Roveto ha invece chiesto alle Ferrovie il coinvolgimento degli amministratori locali nelle decisioni da intraprendere. Sono centinaia, infatti, in Valle Roveto i pendolari che utilizzano il treno per i loro spostamenti. Da lunedì dovranno accontentarsi dei bus che forse, a causa del traffico, subiranno ritardi. Gli autobus, che partiranno con orari invariati rispetto alle vecchie corse (vedi tabella), effettueranno le fermate nei piazzali antistanti le stazioni a eccezioni di Cupone (fermerà al bivio stazione strada provinciale) e Paescocanale (Piazza Liberati).
Il quattro settembre, ultimo giorno di chiusura della linea, sarà disponibile con gli autobus anche il collegamento fino a Cassino.
Le Ferrovie hanno fatto sapere che «l'orario di partenza del bus potrà variare in base alle condizioni del traffico». La linea ferroviaria Avezzano-Roccasecca porta al Lazio e attraversa da Avezzano la Valle Roveto. Il provvedimento è stato preso dopo aver constatato la necessità di interventi di ristrutturazione. Lungo la linea saranno sostituite le traversine e ristrutturate gallerie. La Comunità montana ha condiviso la scelta delle Ferrovie di eseguire gli interventi in estate, quando le scuole sono chiuse. «Auspichiamo», ha affermato il presidente Marcello Di Cesare, «che questo intervento abbia il senso di un investimento per lo sviluppo e non per la chiusura».