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Pescara, 16/06/2026
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Data: 20/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Stazione a secco, l'Aca attacca. Bagni chiusi. Disagi e proteste da giovedì. L'acqua è tornata ieri pomeriggio. «Manutenzione insufficiente, è colpa delle Ferrovie»

PESCARA. Un'altra mattinata di disagi, ieri alla stazione, dove la carenza di acqua ha continuato a tenere i bagni fuori servizio fino alle 16.35, quando sono stati riaperti. Quanto basta per collezionare altre decine di proteste e aprire una polemica tra Aca e ferrovie.
L'azienda consortile acquedottistica tirata in ballo dall'ufficio stampa di Ferrovie dopo due giorni di rubinetti a secco (nei bagni, al bar, negli uffici della stazione e al Ferrhotel), declina ogni responsabilità e, con il presidente Bruno Catena attacca: «La carenza idrica registrata negli ultimi due giorni alla stazione è stata determinata esclusivamente da una inadeguata manutenzione dell'impianto idrico da parte della stessa azienda Ferrovie e non da presunte carenze o riduzioni di portata dell'acqua potabile lungo la linea gestita dall'Aca. I nostri tecnici», va avanti Catena, «questa mattina (ieri ndc) hanno fatto un sopralluogo con i tecnici delle Ferrovie e hanno accertato che la carenza di acqua potabile, cominciata giovedì, è causata da una manutenzione non adeguata e insufficiente dell'impianto idrico di cui è dotata la stazione ferroviaria di Pescara. Inoltre», conclude, «siamo venuti a conoscenza del problema leggendo i giornali. Se l'azienda fosse stata contattata non appena si è registrata l'assenza di acqua si sarebbero potuti evitare i molti disagi a cui sono andati incontro gli esercizi pubblici e i numerosi viaggiatori». Come Luigi Ardu che poco prima della riapertura, ieri pomeriggio, ha accompagnato la figlia in bagno, e l'ha trovato chiuso: «Sono arrivato alle 5 di questa mattina con il treno da Milano e ho trovato i bagni chiusi. Ci riprovo adesso, alle quattro del pomeriggio, prima di ripartire, e la situazione è la stessa. E' inaccettabile, fuori dal mondo», lamenta il cittadino. Ma non è il solo: «Mi tocca raggiungere un bar sul corso», dice una turista, «Non ho parole», commenta un pescarese reduce dalla toilette chiusa. «E adesso che faccio?» domanda esausto un ragazzo di Milano.

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