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Data: 20/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Statali, spariscono 400 milioni dal contratto. I sindacati minacciano lo sciopero ma il governo assicura: «Li rimettiamo»

ROMA. Tagli ai fondi per i rinnovi contrattuali, allo stipendio degli statali cancellando le forme di salario accessorio previste per molti comparti. Sui fondi per i rinnovi contrattuali Renato Brunetta, dice una cosa («Li rimettiamo in Finanziaria») e il sottosegretario all'Economia Giuseppe Vegas un'altra («Non riguardavano i contratti»). I sindacati minacciano lo sciopero («Inevitabile la mobilitazione», nota l'Ugl) e mettono in evidenza come «il governo si trovi in stato confusionale, che si mettano d'accordo». «Si vede che ci sono dissensi interni», nota Paolo Pirani, Uil. Il maxiemendamento che sarà approvato domani alla Camera (il governo ci ha messo la fiducia) contiene il taglio di 400 milioni per il rinnovo del contratto degli statali.
Le risorse attribuite al capitolo di spesa erano 2 miliardi e 740 milioni, ora sono 2 miliardi e 340 milioni.
Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, si affretta a precisare che «le risorse previste per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego saranno stanziati nella Finanziaria».
Ora non ci sono più, ma ritorneranno a settembre, insomma. Poi una postilla dello stesso ministro che mette in guardia i sindacati: «L'impegno del governo sul rinnovo dei contratti resta quello previsto in base all'inflazione programmata». Che è come tutti sanno all'1,7%, ovvero meno della metà dell'inflazione reale.
Quando le agenzie di stampa riportano le parole di Brunetta sono le 18 e 29. Passano 19 minuti e Vegas dice: «E' vero che le risorse non ci sono più, ma sono state utilizzate per alcune agevolazioni fiscali al settore agricolo, comunque non erano destinate ai contratti».
Nessuna notizia, invece, sui tagli al salario accessorio che la Cgil denunciava venerdì.
Il governo per reperire i fondi necessari alle misure della manovra ha sospeso gli effetti, per ora solo per il 2009, di tutte le leggi cui facevano riferimento gli incentivi concessi a oltre 207 mila impiegati della pubblica amministrazione, da chi lavora al ministero delle Finanze e alle Agenzie Fiscali (qui c'erano incentivi legati alla scoperta dell'evasione), fino ai medici, agli insegnanti.
In tutto si tratta di 747 milioni di tagli che significano un decurtamento medio dello stipendio di 300 euro al mese. «Nel maxiemendamento - dice ancora Renato Brunetta - è stato creato un fondo ad hoc nel quale confluiranno i risparmi delle consulenze (valgono 2 miliardi e mezzo ndr) e quelli ricavati dalle collaborazioni interne dei dirigenti. Questo fondo sarà utilizzato per remunerare la maggiore produttività creando un meccanismo di nuova contrattazione per premiare chi lavora di più».
Anche qui il taglio per ora c'è, ma potrebbe essere annullato da misure che verranno poi. Altro balletto di cifre per quanto riguarda il comparto Difesa-Sicurezza. «Non ci sono tagli, ma solo un incremento di 400 milioni. La riduzione riguarda i ministeri non le forze dell'ordine», dice il vicecapogruppo Pdl della Camera, Italo Bocchino. «Berlusconi e i suoi ministri continuano a dire cose false - replica Antonello Soro, capogruppo del Pd - i tagli ci sono, per Interni e Difesa superano i tre miliardi di euro e sono stati aumentati di 120 milioni dopo la prima stesura della manovra. I 400 milioni sono solo una foglia di fico che non riesce a nascondere la verità. Se ne sono accorti i diretti interessati che sono scesi in piazza a protestare».
Altre notizie di giornata. Le caserme e gli altri immobili militari potranno essere messi all'asta e venduti, i fondi ricavati andranno in un fondo per rinnovare i mezzi delle Forze armate, carabinieri compresi.
Tagliati 17 milioni destinati ai grandi invalidi. Lo denuncia Franco Laratta, deputato del Pd. Confermate, a partire dalle carte di identità fatte dal primo gennaio 2010, le impronte digitali per tutti.

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