MILANO. Il ministro Brunetta vi ha fatto un brutto scherzo. Bloccando il "salario accessorio" ha tagliato gli stipendi agli statali. «L'idea è di Tremonti». Carlo Podda, segretario della funzione pubblica Cgil, affila le armi per andare alla guerra.
Lo Stato vuole premiare solo i meritevoli.
«Non è così che si rende produttiva la pubblica amministrazione. Avete presente i musei sotto le stelle? Gli scavi di Pompei aperti la domenica? Tutto finito. Anche gli infermieri a domicilio. Erano prestazioni che rientravano nella parte variabile della busta paga. Tagliati i fondi, tagliate le prestazioni».
Ma bisogna risparmiare. Tremonti dice che non ci sono più soldi.
«E allora tolgono, per legge, i soldi ai lavoratori? Non è mai successo in 60 anni di vita repubblicana».
Da qualche parte devono cominciare. Ci provano.
«Guardi, lo dice Formigoni che non è un esponente dell'opposizione. Con questi tagli vengono ridotti i servizi».
Glielo vuole dare un consiglio a Brunetta?
«Lo sa il ministro che nel "salario accessorio" sono compresi i premi per i dipendenti pubblici che scoprivano le evasioni fiscali e tributarie? Era una specie di incentivo. Tu scopri l'evasore e lo Stato ti premia. Ora ci hanno tolto il premio. E' un modo per combattere l'evasione?».
Parliamo dei fannulloni, degli assenteisti. Lei li chiama "lavoratori infedeli". Dice che le norme per combatterli c'erano già, ma nessuno le ha applicate.
«Andrebbero sempre mandate le visite fiscali. Ma non avviene. Perché una visita fiscale costa 200 euro e tanti uffici non se le possono permettere».
Parliamo delle consulenze. Costano un occhio della testa.
«Bisogna ridurle, ma non a casaccio. Succede così anche con gli appalti. Ora lo Stato spende 18 miliardi e vuole scendere a 3. Tagliano a caso, ma se riduci così le spese, certi uffici rischiano di rimanere senza luce. Si possono tagliare gli appalti, ma vanno analizzati e rinegoziati uno per uno, come fece il ministro Cassese nel 1992, quando l'Italia rischiò di fallire. Così, tagliando a caso, si rischia di ammazzare il malato».
Il rinnovo del contratto del pubblico impiego le sembra possibile?
«Ci hanno proposto 8 euro di aumento al mese per il 2008 e 60 euro per il 2009. Di fronte a queste cifre tutti i sindacati si sono ricompattati. Direi che il governo ha fatto il miracolo».
E adesso sciopero?
«Siamo senz'altro più forti».