PESCARA - La prima esternazione dopo la bufera che si è abbattuta sulla politica regionale. Nicola Trifuoggi, capo della Procura pescarese, ha scelto la "Giornata della legalità" dell'Ugl per rompere il silenzio. «Sono tante le manifestazioni di stima ed affetto che ricevo -ha detto Trifuoggi, ieri a Pescara- , sia per me che per l'ufficio composto da magistrati fantastici che lavorano giorno e notte». Poi, l'affondo: «In questi giorni, alle più che legittime critiche sui provvedimenti adottati, si stanno sostituendo insulti, calunnie fantasiose che arrivano da due parti. Da personaggi che apparentemente non attraversano un buon periodo di salute mentale. Ne risponderanno in tribunale. Ma la salute mentale ce l'hanno i gornalisti che li intervistano, aizzano, stimolano, provocano. Ci sono mezzi di informazione che, apparentemente senza motivo, lanciano accuse infamanti. Ma i motivi ci sono, lo posso garantire: sono specifici, individuati, e alcuni attinenti l'inchiesta che stiamo conducendo». E, citando Schopenhauer: «Quando non hai argomenti da opporre al tuo avversario insultalo, denigralo, diffamalo, calunnialo e alla fine avrai ragione tu. Ma io di avversari non ne ho». Sulle critiche di Trifuoggi ai mezzi di comunicazione è intervenuto il presidente dell'Ordine dei giornalisti d'Abruzzo, Stefano Pallotta: «I giornalisti ascoltano persone, raccolgono dati, esprimono critiche secondo le linee suggerite dalla propria legge professionale, dai codici deontologici, dalla propria coscienza. In queste ore convulse cercano di spiegare ad un'opinione pubblica sgomenta fatti e retroscena di una vicenda giudiziaria dalle enormi implicazioni. A giudicare sono i lettori, in grado di valutare in piena libertà l'operato di ciascuno. Eventuali posizioni che trascendano il diritto di cronaca e di critica possono essere perseguite in ambiti diversi, secondo legge».
Nel corso della manifestazione Ugl, Trifuoggi ha poi parlato di legalità «da mettere nel biberon assieme al latte che succhiano i bambini. Una legalità che deve essere insegnata e praticata a partire dal casco sul motorino, alla cintura di sicurezza, al rispetto delle regole. Ce n'è un bisogno impellente». Alla "Giornata sulla legalità" organizzata da Geremia Mancini, segretario regionale Ugl, era presente Elisabetta Baldi Caponnetto, moglie del giudice Antonino, uno dei baluardi della lotta alla mafia assieme a Falcone e Borsellino, cui è stata consegnata la "Campana della legalità". Il procuratore capo di Bologna, Enrico Di Nicola, ha parlato della Costituzione: «Tutti dicono di difenderla, salvo poi modificare la seconda parte per renderla, dicono, attuale. Occorre ripristinare uguaglianza, solidarietà e democrazia». Di Nicola ha elogiato la magistratura pescarese: «Trifuoggi ed i magistrati di Pescara si stanno comportando da magistrati: applicano la legge in modo rigoroso e preciso».