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Data: 21/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
LA TRUFFA DELLA SANITA' IN ABRUZZO - Domenici: «A Guerra gli sparo in bocca» L'ex assessore al telefono minaccia il pm che indaga sulla Fira. Oggi l'interrogatorio

L'accusa: i 500mila euro di Angelini al casello di Pratola

PESCARA. «Gli sparo in bocca, se ti toccano senza un motivo. Capito? A Guerra... quello non ha capito che quello pericoloso non è Masciarelli, capito?». Vito Domenici parla così al telefono con la moglie che lo informa di una perquisizione. Il Guerra in questione è il sostituto procuratore Filippo, titolare dell'inchiesta sulla Fira avviata nel 2006. Oggi Domenici sarà di fronte a tre magistrati di quella procura.
PM MINACCIATO. A pagina 439 dell'ordinanza del gip Maria Michela Di Fine spunta una conversazione telefonica dai contenuti espliciti. L'intercettazione è stata effettuata il 10 marzo 2008, contestualmente a una perquisizione disposta nell'ambito di un'altra inchiesta a carico di Vito Domenici, assessore regionale alla Sanità nel periodo compreso tra il 23 ottobre 2003 e il maggio 2005. Si tratta dell'indagine sulla Fira, la finanziaria regionale di Giancarlo Masciarelli. Inchiesta, questa, che non è stata ancora chiusa. Domenici, «personalità dalla singolare arroganza, manifestata nei confronti dell'autorità giudiziaria», scrive il gip, nel corso della conversazione con la moglie manifesta «inclinazione a delinquere, attesa la evidente consapevolezza del suo coinvolgimento nelle indagini in corso».
TUTTE LE ACCUSE. L'ex assessore di Forza Italia, poi passato all'Udc e al gruppo misto e di recente riaccolto nel Pdl, consigliere regionale di minoranza e componente della quinta commissione, che si occupa proprio della materia di sanità, Domenici, secondo il gip, è responsabile di «reati di particolare gravità», commessi «sia per il suo ruolo di promotore dell'associazione per delinquere operativa all'interno della giunta Pace fino al 2005 e sia in riferimento alla grave condotta di concussione e tentata concussione posta in essere in danno di Angelini». Una condotta, questa, messa in atto «nella fase delicata, immediatamente precedente l'atto finale della prima cartolarizzazione, ovvero il pagamento delle somme oggetto di transazione e, quindi, sfruttando tale particolare momento in cui era effettivamente nelle condizioni di bloccare o semplicemente ritardare l'operazione». A Domenici vengono contestati anche l'abuso d'ufficio, la truffa, il falso.
I SOLDI AL CASELLO. Il milione, ridotto a 500mila euro dopo un consistente «sconto», secondo l'accusa sarebbe stato consegnato il 9 febbraio 2005 a Pratola Peligna, in prossimità del casello autostradale dell'A-25 Torano-Pescara. I soldi che Angelini avrebbe dovuto sborsare in seguito alla felice conclusione della prima cartolarizzazione, quella denominata «Cartesio», varata nel dicembre 2004, erano stati chiesti attraverso la figura di Masciarelli. Inizialmente Angelini si era rifiutato di pagare e a questo punto, per i pm, sarebbe stato minacciato. Era stato, poi, Domenici a richiedere «insistentemente» la corresponsione di ingenti somme di denaro con questo argomento: «Se vuoi che la cartolarizzazione si chiude bene, questo è». La prima tranche dei 500mila euro, secondo l'accusa, è stata promessa e consegnata, mentre la seconda parte non è stata poi effettivamente sborsata.
«IO E MASCIARELLI». Il 10 marzo 2008, all'indomani della perquisizione della sua abitazione e del suo studio dell'Aquila e dell'avviso di garanzia in cui gli veniva contestato, tra le altre cose, anche il fatto di aver favorito la moglie-imprenditrice con la legge sui capannoni (ribattezzata legge-Domenici), così commentava il diretto interessato: «Aspetto l'epilogo di questa vicenda che ha compromesso la mia attività politica. Difendo la mia legge che ha dato un impulso all'economia dell'Abruzzo. E se mi chiedete cosa penso di Masciarelli rispondo anche oggi che, tecnicamente, è tra i migliori manager che ci siano in giro». Non a caso, per la procura pescarese, Masciarelli è una creatura di Domenici che nel luglio 2002 lo incorona pubblicamente nel corso di un'assemblea della finanziaria regionale: «Per reputazione, capacità e accreditamento professionale gode della piena fiducia di questo assessorato».

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