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Pescara, 16/06/2026
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Data: 21/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Vendita biglietti dei bus, si cerca l'intesa. Il presidente dell'Ama disponibile a incontrare edicolanti e tabaccai

L'AQUILA. L'Ama incontrerà edicolanti e tabaccai per tentare di risolvere la vertenza in merito alla vendita dei biglietti bus. Dopo le due giornate di blocco della distribuzione, da parte dei rivenditori, l'Azienda della mobilità urbana è pronta a valutare le richieste in un incontro da tenersi in settimana. Se non si troverà un accordo, si annunciano scioperi a settembre con la riapertura delle scuole. Edicolanti e tabaccai sono categorici: «Attendiamo un confronto con l'Ama», dicono i portavoce delle due categorie, «o dopo la pausa estiva bloccheremo ancora la vendita dei biglietti dei bus».
E questa volta sarà per un periodo più lungo, in occasione della riapertura delle scuole e del ritorno in città degli studenti universitari.
Ma la strada della trattativa sembre ora possibile: «Siamo intenzionati ad incontrare edicolanti e tabaccai», dice il presidente dell'Ama Ettore Perrotti, «e l'incontro verrà convocato in settimana. Ascolteremo le loro richieste», aggiunge il presidente, «e speriamo di trovare un accordo che vada incontro sia alle loro esigenze che a quelle dell'azienda. Se questo accordo non si raggiunge, però, saremo costretti ad individuare soluzioni alternative, per la distribuzione all'utenza dei biglietti bus».
Tutto è nato dalla richiesta, avanzata all'Ama dalle due categorie nelle scorse settimane, di rivedere le condizioni per lo svolgimento del servizio.
Inizialmente l'azienda è rimasta ferma sulle sue posizioni, e a pagarne le conseguenze sono stati i cittadini, che per due giorni non hanno trovato i biglietti nelle abituali, e comode, rivendite.
Edicolanti e tabaccai, attualmente, prima di distribuirli all'utenza devono andare personalmente a ritirare i biglietti Ama alla tesoreria comunale e pagare in anticipo: incassano poi una percentuale sulla vendita dei titoli di viaggio pari al 4 per cento.
La proposta è che «i biglietti debbano essere consegnati agli esercenti direttamente dall'azienda del trasporto urbano, che il pagamento debba essere posticipato e che la percentuale (l'aggio) debba essere in linea con quanto accade in altre città italiane, dove si va dal 7 al 10 per cento».
Secondo edicolanti e tabaccai, che non vogliono essere la causa di eventuali aumenti dei costi dei, biglietti, «ciò che si chiede è irrisorio, rispetto ad altre sopravvenienze, come l'aumento del carburante, il costo della manutenzione dei mezzi e del personale».

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