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Pescara, 16/06/2026
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Data: 22/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Elezioni, abruzzesi al voto il 30 novembre. Legge anti-sindaci, D'Alfonso e De Dominicis: «Quella norma va abolita»

Firmato il decreto di scioglimento del Consiglio regionale

L'AQUILA. Conto alla rovescia per le elezioni anticipate. Ieri il presidente vicario Enrico Paolini ha annunciato che la prima data utile per il voto è il prossimo 30 novembre. Per portare gli abruzzesi alle urne la Regione spenderà sette milioni e mezzo di euro, secondo l'assessore al Bilancio Giovanni D'Amico. Più oneroso il calcolo degli uffici della regione che parlano di 16 milioni.
La probabile data del voto, ha sottolineato Paolini, è stata individuata: a partire da ieri per le elezioni anticipate si devono contare 127 giorni. Ieri infatti Paolini ha firmato la presa d'atto delle dimissioni dell'ex presidente della giunta, Ottaviano Del Turco, arrestato nell'ambito dell'inchiesta su presunte tangenti sulla sanità.
Presa d'atto che sarà pubblicata sul Bollettino regionale tra oggi e domani. Da quel momento scatteranno i sette giorni per le dimissioni dei possibili "ineleggibili" che vogliono candidarsi alle regionali, che sono sindaci e presidenti e componenti di Cda di società regionali ed enti strumentali, secondo quanto stabilito dalla legge 51/2004, la famosa legge anti sindaci, approvata dal centrodestra a fine legislatura scorsa.
Successivamente scatteranno i 90 giorni entro i quali avviare le procedure e indire la data delle elezioni, al termine dei quali dovranno essere presentate le liste elettorali.
Infine dovranno essere previsti i 30 giorni per la campagna elettorale. In tutto, quindi, serviranno i 127 giorni. La data del 30 novembre però è indicativa, perché l'ufficialità uscirà da un'intesa con i giudici della Corte d'Appello.
Nel pomeriggio, il presidente vicario ha tenuto una riunione con l'«Unità di crisi». All'incontro hanno partecipato i sindaci dei comuni capoluogo Luciano D'Alfonso (Pescara), Giovanni Chiodi (Teramo), Francesco Ricci (Chieti) e Angelo Bonura (vice sindaco dell'Aquila) e i presidenti delle province Tommaso Coletti (Chieti), Giuseppe De Dominicis (Pescara), Ernino D'Agostino (Teramo), Oreste Cambise (vice presidente provincia dell'Aquila) e Pio Alleva (assessore provincia dell'Aquila). L'appuntamento è stato convocato per verificare un accordo politico-istituzionale su due questioni. La prima politica: la possibilità di abrogare la legge regionale 30 dicembre 2004, numero 51: «Disposizioni in materia di ineleggibilità, incompatibilità e decadenza dalla carica di consigliere regionale». Chiamata la legge anti-sindaci che impone ai primi cittadini di dimettersi per partecipare alle elezioni regionali.
Dagli amministratori presenti si è levata la voce unanime sulla necessità di rivedere la norma che andrebbe abrogata al più presto. Per il sindaco D'Alfonso, «irresponsabile è stato chi ha portato in vita questa norma, così come irresponsabile è stato chi non l'ha tolta di mezzo». Norma contestata anche dal presidente della Provincia di Pescara, De Dominicis che ne ha chiesto l'abolizione. La seconda questione affrontata è finanziaria. Ossia la necessità di assicurare all'Abruzzo l'utilizzo dei fondi statali ed europei. Parlando della data delle elezioni, è stato osservato che ci sono delle esigenze sull'utilizzo dei fondi. Per il presidente Coletti ha sintetizzato le posizioni emerse. «E' meglio votare un mese dopo del previsto, piuttosto che perdere dei soldi con conseguenze nefaste sull'intero sistema economico regionale».

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