AVEZZANO - Il treno è sporco: così non può partire. È accaduto ieri nella stazione ferroviaria di Avezzano, quando si avvicinava l'ora di partenza del convoglio numero 24031, prevista alle 10.07, con destinazione Roma Tiburtina. I viaggiatori salivano a bordo e facevano avanti e indietro nelle carrozze per trovare un posto decente dove potersi sedere, ma non ce n'erano; sporchi i pianerottoli, sporchi i pavimenti e sporchi i sedili, guaste le porte intercomunicanti. Si sono rivolti al personale ferroviario in servizio, manifestando il loro disappunto per la situazione di degrado, che ha richiesto un intervento straordinario della squadra dei pulitori che opera in quella stazione, i quali però, ben poco hanno potuto fare, poiché la situazione avrebbe richiesto un lavoro di diverse ore. E così il treno è partito con alcuni minuti di ritardo, ma in modo indecente e maleodorante. Una signora, che indossava un vestito bianco, ha protestato vivacemente nei confronti del capotreno, non solo per la sporcizia, ma anche perché non aveva potuto timbrare il biglietto di viaggio a causa delle obliteratrici guaste, affermando che «questa linea è completamente abbandonata». Queste stesse carrozze erano giunte ad Avezzano alle 9.15, come treno numero 24002 proveniente da Roma Tiburtina; un treno locale, che ferma in tutte le stazioni e viene utilizzato dai nomadi che vivono alla periferia di Roma, da Bagni di Tivoli a La Rustica, Tor Sapienza e Roma Prenestina. Ma una domanda bisogna porsela: chi e in quale stazione deve effettuare una "pulizia radicale" di quelle carrozze? Non è pensabile che continuino a girare in tutto il compartimento ferroviario di Roma in quelle condizioni, con il rischio per i viaggiatori di prendere infezioni. Di fronte a tali situazioni di estremo degrado, torna con prepotenza la "questione" dei 168 milioni di euro che erano destinati all'ammodernamento alla linea Avezzano - Roma e che sono stati "cancellati" poiché sicuramente sarebbero serviti anche per l'acquisto di nuovi locomotori e nuove carrozze, per facilitare la mobilità della Marsica e dell'Abruzzo interno verso la Capitale e alleviare i disagi dei pendolari diventati ormai insopportabili.