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Data: 23/07/2008
Testata giornalistica: Trambus
Il caro-greggio mette in difficoltà il tpl

"L'aumento del petrolio porta più passeggeri sui mezzi pubblici, ma riduce le entrate delle regioni legate alle accise sul carburante: in un anno sono calate del 30%. Prevediamo di incassare 170 milioni in meno su 500 disposti dall'ultima Finanziaria. E' emergenza per il settore: serve una mobility tax, un nuovo modo di concertare con il Governo per finanziare il trasporto nelle città". E' quanto ha affermato Ennio Cascetta, Coordinatore della Commissione Mobilità della Conferenza delle Regioni e Assessore ai Trasporti della Campania, intervenuto alla conferenza stampa organizzata da Federmobilità, l'associazione che riunisce gli assessori ai trasporti di Regioni, Province e Comuni, per lanciare un nuovo piano per i trasporti in Italia. Da gennaio a giugno il consumo di carburante ha subito una riduzione del 10,5% (e di conseguenza anche le entrate legate alle accise), mentre i passeggeri su mezzi pubblici sono aumentati tra il 5 e il 15%. Gli assessori e le aziende di trasporto rappresentate da Asstra e Anav hanno anche chiesto al Governo di stralciare dalla manovra economica la riforma dei servizi pubblici locali: "E' difficile trovare degli aggettivi per quel testo - ha detto Alfredo Peri, presidente di Federmobilità e assessore ai trasporti dell'Emilia-Romagna - Non ha nessuna logica e per i trasporti è un passo indietro di dieci anni: se passasse quel provvedimento porterebbe al blocco totale delle gare e a una grande mole di contenzioso". Nel corso dell'incontro è stato presentato al Governo un piano pluriennale di rilancio della mobilità proposto da Federmobilità e condiviso dalla Conferenza delle Regioni, dall'Upi, dalla Consulta Anci per la mobilità sostenibile, da Assoporti, Asstra, Anav, Consulta Nazionale della Sicurezza Stradale, Tts Italia, Anie, Mus, Adiconsum e dall'Associazione familiari vittime della strada. Il piano chiede la riapertura immediata del Tavolo presso la Presidenza del Consiglio, avviato lo scorso anno, per proseguire nel processo di riassetto della mobilità pubblica e per un "nuovo patto della mobilità" che dovrebbe passare attraverso un sistema rinnovato di finanziamento per i trasporti, regole condivise per promuovere la liberalizzazione del tpl, l'integrazione tra le diverse realtà territoriali per la programmazione dei servizi, l'introduzione di nuove tecnologie, maggiore attenzione ai problemi delle ferrovie regionali e dei collegamenti marittimi e una nuova stagione per il sistema portuale. Tra le possibilità indicate nel piano, entrate fiscali di scopo accorpate in una mobility tax, interventi correttivi sull'Iva relativa ai titoli di viaggio e ai contratti di servizio, sull'Irap per le aziende di gestione e l'applicazione della direttiva europea dell'eurovignette.

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