La fuga di notizie intercettata dai pm alla vigilia del blitz
PESCARA. «Se l'è cantata tutta. Hanno chiuso il cerchio». E' il 9 luglio quando la procura intercetta questa telefonata. L'apparecchio sotto controllo è quello di Angelo Bucciarelli, ex segretario dell'assessore Bernando Mazzocca. Una talpa lo sta avvisando degli arresti ormai imminenti. La procura sa chi è la spia. E' una donna di Chieti: un'ex assessore degli anni Novanta. Telefona due volte, la talpa all'indagato che ha timore degli sviluppi clamorosi dell'inchiesta. La seconda telefonata è una fuga di notizie. La procura ha messo sott'inchiesta la talpa per favoreggiamento personale e rivelazione di segreto d'ufficio insieme con un dipendente del tribunale.
E' questa fuga di notizie che dà la scossa all'inchiesta sulle tangenti della sanità privata, e accelera i tempi degli arresti dell'ex governatore, Del Turco, del suo segretario Quarta, dell'ex capogruppo regionale del Pd, Cesarone, dell'ex assessore alla sanità Mazzocca, dello stesso Bucciarelli e degli altri.
LA TELEFONATA. Dura tre minuti esatti. E dal tono della voce degli interlocutori si capisce che tra i due c'è molta amicizia. «Se l'e cantata tutta», rivela la talpa a Bucciarelli il 9 luglio scorso, appena cinque giorni prima degli arresti.
La talpa si riferisce ad Enzo Angelini, il re delle cliniche, grande accusatore. La seconda frase «Hanno chiuso il cerchio», invece, è riferita al pool dei magistrati: il procuratore Trifuoggi e i sostituti Bellelli e Di Florio. La spia, quindi, ha un buon informatore all'interno del palazzo di giustizia. Un personaggio che, per ora, non ha un nome e un cognome. Ma è solo una questione di giorni, dice la procura anche se Bucciarelli non sa chi ha informato la sua amica teatina. E due giorni fa, durante l'interrogatorio di garanzia in tribunale, quando il procuratore Trifuoggi gli fa ascoltare la telefonata intercettata, l'ex segretario di Mazzocca ed ex segretario della Margherita teatina, sbianca in volto. Ma prima di andare avanti sui passaggi più importanti del colloquio intercettato occorre spiegare i tempi delle richieste di custodia cautelare.
IL GIORNO CLOU. A giugno, Angelini fa le sue ultime rivelazioni sui 15 milioni di euro sborsati come presunte tangenti al centrodestra dell'ex giunta regionale di Giovanni Pace e al centrosinistra di Ottaviano Del Turco in cambio di ricchissime cartolarizzazioni di crediti vantati dalla sua clinica ritenuti inesigibili dall'accusa.
Il 22 giugno, una domenica, è il giorno clou: i pm Bellelli e Di Florio restano dodici ore chiusi in procura per scrivere 500 pagine di capi d'imputazione. La mattina successiva depositano il faldone delle richieste al gip, Maria Michela Di Fine. L'elenco è più lungo: i nomi sono 14 - contro le 11 ordinanze poi eseguite - perché tra le richieste compaiono anche quelle di Pace, dello stesso Angelini e dell'avvocato romano Pietro Anello, consulente della Fira di Giancarlo Masciarelli, che il giudice non accoglierà. Ma il 7 luglio la procura integra le richieste con le nuove accuse di Angelini contro l'ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga che gli avrebbe estorto 6 milioni di tangenti. E quando la talpa telefona a Bucciarelli, le richieste si trovano già negli uffici del gip, al terzo piano del palazzo di giustizia, mentre i pm hanno le loro stanze al quarto piano.
LA TALPA IN AZIONE. Torniamo alla fuga di notizie. L'ex assessore di Chieti avvisa Bucciarelli degli arresti («hanno chiuso il cerchio»). Bucciarelli le chiede: «Ma chi c'è?». L'ex segretario di Mazzocca freme per conoscere i nomi di chi andrà in galera. E la talpa lo accontenta. «Il vecchio e il nuovo», risponde. Cioè Pace e Del Turco. E non sbaglia perché in questa fase dell'iter delle ordinanze l'ex governatore è ancora nell'elenco di chi dev'essere arrestato. Ma Bucciarelli vuole sapere un altro nome e chiede ancora: «Ma c'è anche lui?». E la talpa risponde in un modo semicifrato: «C'è anche Turc (Del Turco, ndr) e l'altro (Quarta, ndr)».
L'ERRORE DELLA TALPA. Bucciarelli però non sospetta minimamente che anche il suo telefono è sotto controllo perché la gola profonda, che dal palazzo di giustizia informa l'ex assessore teatino, dimentica di fare un nome: non svela che nell'elenco c'è anche lui, il segretario di Mazzocca.