PESCARA. «Mazzocca può lasciare gli arresti domiciliari». I pm, già al termine dell'interrogatorio di garanzia di lunedì scorso, hanno espresso parere favorevole a una misura meno afflittiva. E così, per l'ex assessore alla Sanità, potrebbe scattare da oggi l'obbligo di dimora a Caramanico, paese del quale Mazzocca è stato sindaco. Dopo il parere positivo dei pm la decisione spetta al gip Maria Michela Di Fine che ieri ha lasciato in carcere Gianluca Zelli.
L'amministratore delegato della Humangest è stato arrestato con l'accusa di riciclaggio relativa ai 21 milioni di euro dei due contratti di sponsorizzazione trasferiti nel 2005 dalla Casa di Cura Villa Pini srl alla Humangest attraverso la finanziaria Novarfin e ufficialmente destinati ai team «Abruzzo Racing Team» e «Team Italia mega Bike», che partecipano al motomondiale 125 e 250. Ma quei soldi, per l'accusa, sono finiti nelle casse di società con sede in paradisi fiscali, «grazie anche alla disponibilità di conti correnti fiduciari messi a disposizione dalla Barclays Bank sede di Londra». Zelli, assistito dagli avvocati Ernesto Torino Rodriguez e Gennaro Lettieri, resta in carcere a Pescara da dove ha accusato il re delle cliniche private Enzo Angelini: «Sapeva tutto dei 21 milioni di euro spariti».
MAZZOCCA. Per il dimissionario assessore alla Sanità il discorso è diverso. Per lui, infatti, che non ha preso tangenti da nessuno, come sostiene la procura, l'accusa è «documentata». Si tratta, in particolare, dell'assunzione di nove donne a Villa Pini che configurerebbe la concussione. Si tratta, ha detto la difesa, di assunzioni a tempo determinato su segnalazione dell'allora sindaco di Villa Celiera. La loro causa fu portata avanti non direttamente da Mazzocca ma dal suo staff. Poi le disoccupate furono licenziate. Essenzialmente su questo punto si è battuta la difesa dell'avvocato Ugo Di Silvestre.
CONGA. «Niente domiciliari: può stare in carcere anche se sta male». Questa la motivazione con la quale il gip ha respinto l'istanza di remissione in libertà presentata dall'avvocato Barbara D'Angelosante, che assiste l'ex direttore generale della Asl di Chieti Luigi Conga. Tuttavia, l'arrestato sarà trasferito in un carcere dove esiste un servizio di guardia medica per 24 ore al giorno. Inizialmente si era pensato a uno spostamento nel Nord Italia ma probabilmente si opterà per un carcere abruzzese. L'istanza, oltre alla relazione dei dirigenti sanitari del carcere di Pescara, conteneva certificati rilasciati da medici della casa di cura Villa Pini. L'avvocato dell'ex manager ha preannunciato ricorso al tribunale del Riesame per ottenere la scarcerazione. Quanto ai soldi che sarebbero stati trovati sul suo conto corrente (1,8 milioni di euro), il colonnello medico avrebbe detto che si tratta della buonuscita dall'Esercito.
BOSCHETTI. Dopo l'atteggiamento collaborativo manifestato nel corso dell'interrogatorio di giovedì scorso, durato due ore, l'assessore alle attività produttive Antonio Boschetti, che si trova in carcere a Lanciano, ha chiesto di essere interrogato di nuovo. Sarà sentito stamani. Boschetti vuole chiarire ulteriormente la sua posizione Il suo legale, Giovanni Cerella, dopo l'interrogatorio chiederà al gip la scarcerazione del suo assistito.
TRE NO. Vito Domenici, Giancarlo Masciarelli, Angelo Bucciarelli. Il pool di pm di Sanitopoli ha espresso parere negativo per la revoca degli arresti domiciliari. I legali attendono comunque la decisione del gip, che potrebbe sciogliere la riserva nella giornata di oggi, prima di rivolgere l'istanza al tribunale del Riesame. Sabato scorso, intanto, erano state già respinte le prime due richieste di scarcerazione per il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, e per il segretario generale della presidenza della giunta, Lamberto Quarta.