PESCARA - «Se l'è cantata tutta quello lì. Hanno chiuso il cerchio ormai, non hanno più bisogno di sentire nessuno». E' una delle frasi registrate su nastro di una intercettazione telefonica tra Angelo Bucciarelli, segretario dell'assessore alla sanità Bernardo Mazzocca e una sua amica, una dottoressa che lavora in un distretto di base di Chieti, personaggio conosciuto nella cittadina teatina soprattutto per i suoi legami con gli esponenti della vecchia Dc. Una registrazione che lunedì scorso ha risuonato nell'aula 6 del tribunale dove si tenevano gli interrogatori dei cinque personaggi dello scandalo della sanità posti agli arresti domiciliari. Il giudice la fa mandare in onda quando chiede a Bucciarelli se sapeva degli imminenti arresti e dunque della fuga di notizie da palazzo di giustizia. Ed è questo anche il motivo per cui l'ex segretario dell'ex assessore alla sanità esce scuro in volto da quell'interrogatorio. Temporalmente questa telefonata viene registrata il 9 luglio scorso: soltanto qualche giorno prima il procuratore Nicola Trifuoggi e i due sostituti Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio, avevano depositato dal gip Maria Michela Di Fine la richiesta di arresti per la maxi tangente da 15 milioni di euro pagata dall'imprenditore della sanità Vincenzo Angelini. Quella per cui lunedì scorso è stata decapitata la giunta regionale e che ha portato in carcere il presidente Ottaviano Del Turco, il segretario alla presidenza Lamberto Quarta, il capogruppo del Pd Camillo Cesarone e altri sei personaggi eccellenti. La dottoressa, indagata per favoreggiamento insieme ad un impiegato di palazzo di giustizia ancora ignoto, chiama al telefono Bucciarelli che è sotto controllo dalla procura. «Preparatevi che è arrivata l'ora», gli dice. Bucciarelli chiede qualche spiegazione poi quando capisce di cosa si tratta, in un primo momento fa capire che sa anche lui. Poi però, incuriosito, inizia ad incalzare l'interlocutrice e chiede: «Ma chi c'è», e lei risponde prontamente «tutti, il vecchio e il nuovo», riferendosi agli esponenti della giunta passata e di quella nuova. Un passaggio che fa capire che si tratta della richiesta di arresti e non dell'ordinanza firmata dal gip che ha invece rigettato l'arresto dell'ex presidente Giovanni Pace. La donna ad un certo momento si lascia sfuggire un «Turc...» e Bucciarelli interviene subito, «ma c'è anche Del Turco?». «Si - risponde lei - e c'è anche l'altro», riferendosi a Quarta.
Questa volta la procura ha deciso di andare fino in fondo per smascherare la talpa. Anche perchè tutto era stato fatto nel massimo riserbo: il lavoro certosino dei magistrati del pool che sono riusciti a tenere segreti i sette interrogatori resi dall'imprenditore Angelini, il principale accusatore; il fatto che la corposa richiesta di arresti è stata completata domenica 22 giungo; la circostanza che la guardia di finanza viene informata degli arresti da eseguire soltanto nella mattina del 12 luglio scorso e dunque tre giorni dopo quella telefonata intercettata e 48 ore prima del blitz del 14. Quando all'alba, senza nessun clamore, gli investigatori della finanza e dei carabinieri della squadra di pg della procura che hanno svolto anche loro un ruolo importante, fanno tremare l'intera regione e suonano la campana a morte per la giunta Del Turco.