PESCARA. Hanno aperto le cassette di sicurezza ma le hanno trovate vuote. Niente soldi nelle casseforti di Gianluca Zelli e Luigi Conga. La procura, che continua senza soste gli interrogatori, attacca i patrimoni sospetti. Ora nel mirino ci sono i conti correnti e le proprietà immobiliari dei principali indagati dell'inchiesta su sanità e tangenti in Abruzzo.
Dopo gli arresti e gli interrogatori scatta, dunque, la fase tre della mega inchiesta che ha decapitato la giunta regionale. La Procura passa al setaccio i patrimoni. Immobili e conti correnti finiscono nel mirino. Ieri pomeriggio, in particolare, i controlli hanno riguardato due personaggi-chiave che sono accusati di aver preso e trasferito soldi. In particolare, si tratta di Gianluca Zelli, amministratore delegato della Humangest, arrestato con l'accusa di riciclaggio per i 21 milioni di euro di sponsorizzazione trasferiti nel 2005 da Villa Pini alla Humangest attraverso la finanziaria Novarfin e finiti, per l'accusa, in paradisi fiscali, e dell'ex manager dell'Asl di Chieti Luigi Conga. Il colonnello medico del distretto e dell'ospedale militare è accusato di concussione continuata aggravata per aver preso da Angelini 18 mesi di «stipendio» da 100mila euro ciascuno e poi altri 5 milioni. A Conga sono già stati sequestrati 113mila euro contenuti all'interno di una valigetta trovata nella sua Porsche Cayenne al momento dell'arresto, di cui l'arrestato non ha fornito ancora alcuna spiegazione visto che all'inizio dell'interrogatorio di garanzia si è sentito male e non ha parlato. Conga, da martedì sera, è stato trasferito al carcere di Teramo, dotato di un servizio di guardia medica che viene assicurato giorno e notte. Ieri mattina ha ricevuto la visita della moglie che lo ha trovato molto provato. Il suo avvocato, Barbara D'Angelosante, ha chiesto la scarcerazione al tribunale del Riesame.
NO ALLA LIBERTÀ. Il gip Maria Michela Di Fine ha confermato, con un provvedimento notificato alle 13,30 di ieri, gli arresti domiciliari per l'ex capo della Fira Giancarlo Masciarelli, l'ex assessore regionale alla Sanità Vito Domenici e Angelo Bucciarelli, ex segretario particolare di Bernardo Mazzocca. Sono state respinte, infatti, le richieste di revoca degli arresti domiciliari presentate dagli avvocati difensori. Secondo il gip, infatti, non sono mutate le condizioni iniziali e di conseguenza le esigenze cautelari restano intatte. Anche i pm (Nicola Trifuoggi, Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio) avevano espresso parere negativo sulla revoca. I difensori preparano i ricorsi al tribunale del Riesame.
NUOVI INTERROGATORI. L'assessore regionale alle Attività produttive Antonio Boschetti, che si trova rinchiuso nel carcere di Lanciano, dove ha già risposto alle domande dei magistrati nel corso dell'interrogatorio di garanzia, ha manifestato la volontà di essere sentito di nuovo dai pm. Lo ha chiesto attraverso il suo legale, l'avvocato Giovanni Cerella. È slittato anche l'interrogatorio all'uomo della Deutsche bank che si trova in vacanza, il ventesimo degli indagati. Ieri, intanto, in procura sono state sentite altre persone informate sui fatti. Avvistati anche i vertici della Finanza, che hanno tenuto martedì scorso un nuovo vertice con il pool per predisporre le prossime mosse che potrebbero portare anche a sequestri di beni ritenuti di provenienza illecita.
ALTRI INDAGATI. Oltre alle persone raggiunte dalle misure cautelari, in uno dei filoni secondari dell'inchiesta sono coinvolti anche altri personaggi che sono stati indagati a piede libero. Si tratta, in particolare, di un funzionario della Regione Abruzzo e di alcuni componenti dei consigli d'amministrazione di cliniche private per i quali non è stata ancora formulata un'ipotesi di reato. Nei prossimi giorni verranno interrogati anche per capire se il loro ruolo è quello di parti offese nell'ambito del procedimento principale.