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Data: 24/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
LA TRUFFA DELLA SANITA' IN ABRUZZO - Bilancio: lite in consiglio, il centrodestra se ne va. Variazione per trovare i fondi per sanità, stipendi e sviluppo. Capigruppo, c'è chi lavora per il voto a primavera

L'AQUILA. Rottura in Consiglio regionale tra la maggioranza di centro sinistra e l'opposizione di centro destra.
Ieri pomeriggio, nella prima seduta dell'assemblea regionale dopo il terremoto giudiziario, la manovra di bilancio è passata con i soli voti del centro sinistra. Le opposizioni hanno abbandonato l'aula accusando la maggioranza di voler gestire i fondi in vista della prossima campagna elettorale e minacciando di impugnare davanti al Governo nazionale.
Per il centrodestra si tratta di un bilancio che un Consiglio sciolto non è legittimato a fare perché non urgente e non inderogabile. Il centrosinistra ha replicato che si tratta di una variazione tecnica finalizzata a far fronte ad impegni improrogabili: tra questi il trasferimento di circa 120 milioni di euro alle Asl per pagare i fornitori, e due milioni assegnati al Consiglio regionale per il funzionamento dell'ente.
Altri 370 milioni di euro sono destinati, secondo il centrosinistra, al ripristino di fondi che erano stati presi ad altri settori del bilancio regionale.
«Questo consiglio regionale non ha nessuna legittimazione ad approvare una variazione di bilancio di circa 650 milioni di euro, sulla quale non c'è una relazione dei dirigenti che ne certifica il carattere urgente ed inderogabile», ha detto il consigliere di Forza Italia Benigno D'Orazio, «chiederemo al governo di impugnare il documento approvato dalla maggioranza».
Per il presidente della commissione Bilancio, Angelo Orlando, «si tratta di una manovra tecnica per far fonte ad una serie di impegni, in particolare a quello assunto dalla Regione nel tavolo di monitoraggio con il governo a Roma, sul trasferimento di circa 120 milioni di euro alle Asl».
Il capogruppo di Sinistra Democratica, Gianni Melilla, ha parlato di irresponsabilità del centrodestra e della necessità di andare subito al voto.
Nella lunga Conferenza dei capigruppo di ieri non c'è stato accordo sia sul bilancio, ma anche sulle questioni elettorali.
Tanto che serpeggia il sospetto che mentre tutti dicono «al voto subito», in molti lavorano per le elezioni ad aprile, trincerandosi dietro le presunte difficoltà tecniche del voto in autunno, ma anche ricorrendo al pretesto dei problemi finanziari della Regione Abruzzo e dei fondi europei. Un partito del rinvio che pare stia crescendo.

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