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Data: 25/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
LA TRUFFA DELLA SANITA' IN ABRUZZO - «Del Turco come Tortora: va scarcerato» L'economista Cazzola (Pdl) presenta l'interrogazione al ministro della Giustizia

Chiesto anche l'accertamento sulle modalità degli arresti Oggi l'ispezione a Sulmona

SULMONA. La scarcerazione di Del Turco e l'eventuale accertamento sulle modalità di esecuzione dell'arresto. E' quanto chiede il deputato Giuliano Cazzola (Pdl) in un'interrogazione al ministro della Giustizia Angelino Alfano. Cazzola, economista, è vicepresidente della Commissione lavoro della Camera. Con Del Turco condivise la militanza ai vertici della Cgil e oggi è a Sulmona per una visita ispettiva in carcere. «Non sembrano esservi reali motivi ostativi alla cessazione della misura cautelare», è scritto nell'interrogazione, «Del Turco potrebbe essere posto agli arresti domiciliari, come accade in casi analoghi, vista la sua età e il suo stato di salute».
Onorevole Cazzola, perché secondo lei Del Turco è innocente?
«Lo conosco da 42 anni e so di che pasta è fatto. Certo, so anche che le persone possono cambiare. Ma non nel caso di Del Turco. Sono convinto della sua innocenza. Sono convinto di assistere a un copione già visto».
Quale?
«Quello del caso di Enzo Tortora. Era tanto incredibile che Tortora fosse un affiliato della camorra e uno spacciatore di droga quanto lo è il pensare che una personalità come Del Turco riceva nel suo mitico buen retiro di Collelongo un imprenditore, si faccia consegnare da lui delle mazzette e lo congedi infilando quattro mele in un sacchetto. Solo che Tortora non lo conoscevo, Del Turco sì. E poi c'è un'altra cosa. Durante Tangentopoli Fausto, il fratello maggiore di Ottaviano, quasi un padre per lui, aveva conosciuto il carcere. Chi ha sofferto, anche in privato, degli orrori del giustizialismo è vaccinato per sempre dal virus della corruzione».
Allora qual è la sua opinione su tutta questa vicenda?
«Del Turco non sarebbe mai capace di aprire conti all'estero o di impiantare complicati marchingegni finanziari. Forse si porta dietro una culpa in vigilando: qualcuno attorno a lui agiva in suo nome, in modo scorretto».
Per questo ha presentato l'interrogazione?
«E' assurdo che si trovi ancora rinchiuso in un carcere di massima sicurezza come quello di Sulmona. E' assurdo che abbia fatto tre giorni di isolamento senza poter vedere nemmeno il proprio legale. Al ministro Alfano ho chiesto se alla luce dei fatti non sia il caso di avviare iniziative per accertare se le modalità di esecuzione dei mandati di arresto degli indagati siano avvenute nel massimo rispetto delle garanzie costituzionali».
Lei parla di caso Tortora e garanzie costituzionali. Non crede nell'operato della magistratura?
«Credo nella giustizia. Ma parto dal principio che anche i magistrati possono sbagliare. Ritengo che nella vicenda di Del Turco abbiano sbagliato, anche se sono convinto che lo abbiano fatto in buona fede. Non credo ai teoremi. Ma alcune domande me le pongo. Cito l'esempio dell'arresto della moglie dell'ex ministro Mastella, poi rilasciata con tante scuse. Un Paese serio queste cose non se le può permettere. Non si può permettere la spettacolarizzazione di vicende giudiziarie. Ci vorrebbe un po' di cautela».
Che cosa accadrà in Abruzzo?
«Il governo della regione passerà al centrodestra ma questo avverrà quando i giudizi non sono stati dati. Non sarà una bella cosa e lo dico da rappresentante del Partito delle libertà».
E' possibile che ci siano tangenti anche nella Terza Repubblica?
«Purtroppo è possibile. Perché sono possibili fenomeni di corruttela in politica. Una roba vecchia, che non si cambia. Aveva ragione il grande filosofo meridionale Gaetano Salvemini».
Che cosa scriveva?
«Il dieci per cento dei politici è migliore del Paese, il dieci per cento è peggiore, l'ottanta per cento è come il Paese».
E sul capitolo sanità?
«Non ho visto le carte del caso Abruzzo, ma ritengo che i problemi siano comuni a quelli di tante altre regioni. E sono molto seri. C'è stata l'esplosione dei costi e ci sono difficoltà di gestione. Il caso Abruzzo appare delicatissimo anche se ancora non siamo ai livelli della Calabria. Lì si sparano per le questioni legate alla sanità».
Del Turco ha ricevuto numerosi attestati di solidarità. Gran parte da esponenti del centrodestra. Che ne pensa?
«Quelli del centrosinistra fanno come i generali al tempo delle purghe staliniste: davanti al plotone di esecuzione gridavano viva Stalin. Hanno il complesso della magistratura e prima di dare un giudizio ci pensano due volte. Le posso aggiungere una cosa?»
Prego.
«Martedì ho fatto un intervento in aula in favore di Del Turco. Eravamo quattro gatti: i due gatti del centrodestra hanno applaudito, i due gatti del centrosinistra no».
Lo vedrà in carcere: che cosa gli dirà?
«Non lo so. Forse gli dirò di farsi coraggio. Sicuramente lo abbraccerò forte».

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