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Pescara, 17/06/2026
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Data: 25/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
LA TRUFFA DELLA SANITA' IN ABRUZZO - «Fondi alla sanità, manovra sospetta» Il centrodestra accusa: alle Asl bastano 118 milioni, perché darne 362? Due milioni di euro tolti alle associazioni e alle imprese

Scontro sulla variazione di bilancio fatta dal centrosinistra. Il Pdl ribadisce il no: atto illegittimo e rischioso

PESCARA. «Manovra illegittima, che travalica i poteri attenuati del Consiglio e potrà essere impugnata, dunque, dal governo nazionale». Chiuso il capitolo «legge anti-sindaci», gli esponenti del Pdl riuniti ieri a Pescara, sparano in alto, bocciando la manovra finanziaria da 643 milioni di euro, fatta dal Consiglio regionale e approvata solo dalla maggioranza di centrosinistra.
Per il capogruppo di Forza Italia, Nazario Pagano e i consiglieri Alfredo Castiglione; Benigno D'Orazio, Maurizio Teodoro, Bruno Mario Di Paolo capogruppo della Dc per le Autonomie, Bruno Sabatini della Dca presente nel gruppo misto della Regione, la variazione di cassa non era «necessaria» e «improrogabile solo per una parte». Tutto il percorso della decisione è stato riepilogato ieri mattina a margine della conferenza stampa, tenuta dai consiglieri della Pdl. Per il centrodestra la «manovra, il voto e le cifre» sono ad altissimo rischio.
La manovra si era resa necessaria per il pagamento dei creditori che vantano soldi nei confronti delle Asl. Fin qui c'era una intesa tra centrosinistra e centrodestra ma, a far saltare tutto, sono state le cifre portate in Aula.
La manovra predisposta dalla maggioranza di centrosinistra e dalla Commissione bilancio prevedeva solo per la sanità una cifra di 362 milioni di euro, rispetto ai 118 milioni concordati nella conferenza dei capigruppo.
«Durante la riunione tecnica con funzionari e dirigenti», hanno spiegato i consiglieri di centrodestra, «abbiamo chiesto lumi, partendo dal presupposto che la cifra doveva essere più bassa. Ci è stato spiegato che esisteva un impegno con il tavolo tecnico del Ministero per pagare le certificazioni dei manager delle Asl, debiti che arrivavano a 118 milioni di euro. Allora abbiamo chiesto il perchè di una manovra di 362 milioni, quando il fabbisogno era di 118. La replica è stata: siccome le certificazioni possono essere implementate e crescere finanziariamente, il Consiglio non potrà fare altre manovre così si aumenta la cassa per fare maggiori trasferimenti alle Asl e, per far fronte, ad eventuali nuovi pagamenti».
Quello dei «nuovi pagamenti» e delle «certificazioni» dei manager Asl, per il centrodestra sono campi minati. Così in aula c'è stato il distinguo del centrodestra che è uscito dal Consiglio sbattendo la porta. «Non c'era alcuna necessità urgente di costruire una manovra di più del doppio del fabbisogno indicato come debiti Asl», hanno ancora puntualizzato consiglieri del Popolo della Libertà, «il consiglio poteva di volta in volta decidere e non assegnare tante risorse a disposizione dei manager Asl. Politicamente la cosa scandalosa è che abbiamo passato due giorni sulla condivisione del programma, stilando una agenda sulle cose da fare. Poi sono venuti in aula imponendo una manovra che non era necessaria così come è stata approvata. Tanto che la delibera non ha in calce nemmeno la firma di un funzionario della Regione».

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