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Data: 25/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
LA TRUFFA DELLA SANITA' IN ABRUZZO - Chiodi e Ruffini, lunedì le dimissioni. I sindaci di Teramo e Giulianova puntano alla Regione. Il Psi: serve il rinnovamento

TERAMO. Da schieramenti opposti all'assalto della Regione. I sindaci di Teramo e Giulianova, Gianni Chiodi dell'area del centrodestra e Claudio Ruffini del Partito democratico, sono già ai blocchi partenza della sfida elettorale, anche se correranno per ruoli diversi. Il primo cittadino teramano punta alla candidatura come presidente della giunta regionale per il Pdl, mentre il suo collega giuliese mira a un posto nella lista del Pd. Per entrambi, questo fine settimana segnerà la svolta prima del grande passo. Tra domenica e lunedì i due sindaci si dimetteranno, come prescrive la legge elettorale, aprendo ufficialmente la corsa alla candidatura. Gianni Chiodi, ieri mattina, è tornato a Roma per la seconda volta in tre giorni.
In serata poi il primo cittadino ha incassato il nulla osta alla candidatura dal Pdl teramano. Lo stato maggiore del Popolo delle libertà, formato da segretari provinciali, assessori e consiglieri comunali, si è riunito alle 21 nella sede di Forza Italia. A illustrare la strategia per portare Chiodi alla guida della giunta regionale è stato il senatore Paolo Tancredi, segretario provinciale di Forza Italia. Le dimissioni da sindaco comporteranno il commissariamento del Comune, considerato un rischio, ma è prevalsa la linea che la candidatura di Chiodi rappresenta un'opportunità enorme per tutto l'Abruzzo. I vertici teramani di An sostengono la candidatura del loro segretario regionale Fabrizio di Stefano, anche lui in corsa per la presidenza. Ma se quest'ultimo dovesse uscire dai giochi, il partito convergerebbe su Chiodi.
Un poco più lungo e complesso, invece, sarà il percorso di Ruffini per ottenere il via libera definitivo dal proprio partito. Il Pd oggi alle 17.30 terrà l'assemblea provinciale in cui s'inizierà a discutere di candidature. «L'obiettivo principale è dare una risposta netta e chiara sulla vicenda giudiziaria», spiega il coordinatore Giuseppe Di Luca, «poi vanno fissati proposte politiche e i criteri per la scelta dei candidati». In attesa c'è anche il primo cittadino di Roseto, Franco Di Bonaventura che, come il collega giuliese, sarebbe pronto a occupare un posto nella lista del Pd.
Su un altro fronte politico, il Psi invoca il «Tutti fuori e rinnovamento generale», dopo lo scandalo delle presunte tangenti che ha decapitato la giunta regionale. «Assessori e consiglieri devono tornare a casa, siamo al punto più basso della democrazia in Abruzzo», accusa il segretario provinciale di Teramo dei socialisti Alberto Pompizi, che un paio d'anni fa venne definito «mascalzone», da Ottaviano Del Turco per le sue accuse alla Regione sullo sfascio della sanità pubblica. «Siamo garantisti e speriamo che gli indagati possano dimostare la loro innocenza», sottolinea Antonio Tiziano Vicoli, segretario provinciale del Psi di Chieti, «ma servono risposte trasparenti».

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