Rispunta l'ipotesi di cessione dei magazzini a Conad e Gabrielli con possibilità di 80 riassunzioni
PESCARA. Il personale della Cpl 2 Imperial in piazza per protestare contro il piano di ristrutturazione aziendale che prevede la mobilità per 127 dipendenti, di cui 45 nelle strutture logistiche e di vendita di Mozzagrogna e Lanciano. I sindacati di categoria chiedono un tavolo di trattative con le istituzioni. Dal Comune di Pescara sono arrivati segnali di disponibilità, a breve sarà concordato un calendario di incontri che coinvolgerà anche il presidente del gruppo Pozzolini. Ieri mattina, intanto, si è discusso dell'attivazione di un ufficio di crisi tra la Provincia di Pescara e quella di Chieti.
«Stiamo attraversando un momento drammatico, la questione del pubblico impiego si è trasformata in un problema sociale». Hanno i volti segnati i 127 dipendenti della Cpl Imperial Pozzolini. La crisi del colosso della distribuzione alimentare ha portato all'esubero del personale addetto alla logistica, alla preparazione e al rifornimento di Pescara, Lanciano e Avezzano.
Hanno tutti famiglie a carico e un'età media di 45 anni, «sono troppo giovani per la pensione e troppo vecchi per il mercato del lavoro». E' laconico Vincenzo dell'Orefice, rappresentante sindacale di Cisascat Cisl che ha seguito la vicenda insieme con i colleghi Antonio Terenzi della Filcams Cgil e Nicola Cieri della Uiltucs Uil.
Ieri mattina, a incrociare le braccia e presidiare la zona antistante la sede della ditta, in via Tiburtina, era circa l'80% del personale che alle 12 si è spostato a Palazzo di Città. Il presidente del consiglio comunale Vincenzo Dogali e l'assessore alle attività produttive Michele Di Marco hanno ascoltato le richieste dei lavoratori che vorrebbero il riassorbimento e il riacquisto dei punti vendita Pozzolini. Spuntano due potenziali acquirenti: i gruppi Conad e Gabrielli che dovrebbero assorbire il personale addetto alle vendite, circa 80 unità impiegate nella Cpl 3 Imperial. Ancora da sciogliere il nodo del settore logistico della Cpl 2. «Conad e Gabrielli rileveranno gli ex punti vendita mettendo sotto contratto solo parte del personale», spiega Nicola Cieri. «Ovviamente accogliamo con favore il reimpiego di tutte le risorse umane possibili, ma le nostre preoccupazioni sono rivolte a quei 127 che resteranno a casa».
La grande azienda commerciale da qualche anno ha deciso di lasciare da parte la distribuzione per puntare sull'immobiliare. «Molti fornitori di rilievo, come Barilla, avevano interrotto la distribuzione già dal dicembre scorso», sottolinea uno dei rappresentanti dei lavoratori. Le istituzioni si sono mostrate solidali e hanno espresso la volontà di contribuire a «elaborare una strategia comune che coinvolga Regione, Prefettura e le Province di Chieti e Pescara».
Nel pomeriggio la protesta si è spostata a Lanciano, col presidio della sede di Mozzagrugna da parte dei lavoratori frentani del gruppo.