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Pescara, 17/06/2026
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Data: 25/07/2008
Testata giornalistica: Rassegna sindacale
Manovra economica. Via libera dalla Camera

La Camera ha approvato la manovra economica. I sì sono stati 305, i no 265, 3 gli astenuti. Ora il provvedimento passa al vaglio del Senato per la seconda lettura. Considerando i tempi stretti (l'approvazione dovrà avvenire prima della pausa estiva) è molto probabile che anche palazzo Madama licenzi la manovra senza modifiche facendo ricorso a un nuovo voto di fiducia. Mentre i deputati in Aula discutevano sul provvedimento, in mattinata si è svolta anche una manifestazione nella piazza davanti a Montecitorio organizzata da Cgil, Cisl, Uil e Confsal (settore finanze) contro i tagli al comparto previsti dal provvedimento.

Il decreto è il primo tassello della novità procedurale inaugurata dal Tremonti: la manovra economica triennale da quasi 35 miliardi di euro, di cui circa 30 di tagli alla spesa dal 2009 al 2011. A settembre, quindi, la legge Finanziaria dovrebbe contenere soltanto le tabelle e comunque essere priva di contenuti politici. Il governo punta così a conseguire il pareggio di bilancio alla fine del triennio, come concordato con Bruxelles.Tra le misure principali, 'Robin Hood Tax', 'social card' per i poveri, riforma dei servizi pubblici locali, stretta per enti locali e ministeri e tagli alla spesa pubblica.

Le dichiarazioni di voto
Mentre la maggioranza compatta difende il provvedimento (anche se la Lega è tornata a insistere sul federalismo fiscale), l'opposizione ha ribadito le critiche di queste settimane. «La manovra economica che oggi viene approvata non serve a risolvere i problemi degli italiani, delle famiglie e delle imprese, ma anzi crea le premesse per un autunno davvero molto caldo -, ha detto Antonello Soro (capogruppo del Pd a Montecitorio) - Giulio Tremonti ha descritto uno scenario pessimista: resta il sospetto che sia stato un abile tentativo di nascondere la volontà di scaricare le cause della crisi molto lontano da sé e dal governo». Per il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, la manovra è «come cianuro per un ammalato». Poi l'attacco al premier: «Berlusconi è come un giano bifronte: con la faccia davanti finge di stare dalla parte del popolo e con quella di dietro si fa gli affari suoi». Anche l'Udc ha votato no, convinta che «la risposta alla spesa pubblica non possono essere i tagli indicati dal ministro Tremonti in modo indiscriminato in questa manovra, che non distingue la spesa produttiva da quella improduttiva».

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