Signor direttore, qualche rilevanza a margine della seduta del consiglio comunale di Pescara del 21 luglio scorso. La seduta ha affrontato due argomenti di rilievo. Si è tornato a parlare di filovia con molte imprecisioni, inesattezze e ben dopo 14 anni. Sul tema c'è intanto da registrare, sia pure in un'aula semideserta, l'aver consentito un tentativo di gazzarra strumentale da cui ha avuto notevoli offese il professor Glauco Torlontano al quale andrebbe unanimamente riconosciuto il grande amore per la città e per i cittadini pescaresi, tanto che il sindaco poi ha cercato in qualche modo di attenuare la circostanza.
Nel merito poi due sottolineature. Prima: un'amministrazione comunale che dopo 14 anni decide con l'approvazione di una mozione di voler esaminare il progetto esecutivo dell'opera (che tempismo dopo che sono passati 14 anni!), in realtà in prima stesura la mozione conteneva la richiesta di discussione ed approvazione del progetto esecutivo poi emendato con «esame» allo scrivente mortale sfugge la differenza. Si tratta di un esame senza giudizio? Allora che esame è; si ha già certezza di promozione o di bocciatura? Ed ancora che esame è? Ma il punto in cui il tema ha trovato la sua maggiore ed illuminante rilevanza si è avuto all'intervento del sindaco che ha rilevato il diritto-dovere assoluto per il Comune per ogni decisione circa l'uso del proprio territorio. Sacrosanto, ma il signor sindaco non ha precisato che quel territorio ha già per legge e per atto pubblico una destinazione predeterminata, diversamente il Comune non ne avrebbe mai avuta la disponibilità.
Ma dove il sindaco decisionista diventa il Re-tentenna è allorquando l'opposizione lo invita a dire una volta per tutte e definitivamente cosa pensa si debba fare di aree di risulta, di teatro, di trasporto pubblico, di caserme, di piano programmatico, aree portuali, eccetera; cose per le quali si dovrebbe conoscere il destino ed il futuro di questa città possibilmente senza dover aspettare tra i quindici e i venti anni, come sta avvenendo per la filovia.
Altro argomento principe della seduta è stata la modifica statuaria che riporta il Comune di Pescara ad avere 12 assessori anziché dieci, su ciò ci sarebbe tanto da dire, ma vogliamo solo notare che lo stesso sindaco e la stessa maggioranza politica qualche mese prima della tornata elettorale avevano voluto ed avevano attuato la modifica che riduceva a dieci il numero degli assessori. Arcani della politica, non è vero?
Carlo Spadaccini Pescara