PESCARA. «Alle elezioni immediatamente». È questa la presa di posizione unanime del coordinamento regionale di Forza Italia al termine del vertice convocato ieri a Pescara. I forzisti annunciano inoltre che «saranno contrastate con la massima forza e con ogni mezzo le manovre che qualcuno già sta ponendo strumentalmente in atto per tentare di rinviare l'appuntamento elettorale alla prossima primavera». Ma sulla delicata questione della candidabilità dei sindaci il coordinatore regionale Andrea Pastore frena: «Io mi auspico», dice, «che, al di là della disponibilità espressa, i sindaci che desiderino porre la propria candidatura, valutino anche le situazioni che si creerebbero sul territorio, in caso di interruzione della legislatura».
E comunque, aggiunge Pastore, le dimissioni non diventeranno automaticamente candidature, perché «le disponibilità espresse, comunque saranno vagliate, unitamente a tutte le altre, dagli organi del partito e poi sottoposte all'approvazione del presidente Berlusconi». Quattro almeno i sindaci che hanno dato la disponibilità: Filippo Piccone (Celano), Filippo Paolini (Lanciano), Enrico Di Giuseppantonio (Fossacesia) e Gianni Chiodi, il sindaco di Teramo che ieri ha rotto il silenzio e ha annunciato ufficialmente l'intenzione di voler correre per la Regione. «La mia candidatura sarà valutata dalla coalizione, che deve avere la possibilità di scegliere i nomi migliori all'interno di una rosa ampia».
Le dimissioni per la corsa alla presidenza della Regione nelle file del Pdl arriveranno solo domani, ma il primo cittadino parla già da candidato e se la prende con l'ex ministro Antonio Di Pietro che ha appena lanciato il polo della legalità in vista delle prossime elezioni.
«Non possiamo lasciargli spazio», attacca Chiodi, «Di Pietro cerca di far passare l'idea che tutta la classe dirigente abruzzese, di destra e di sinistra, sia politicamente inadeguata. E' una semplificazione a cui l'ex ministro ci ha abituato e che di solito è tipica dei moralisti e non di chi è autenticamente etico».
Il sindaco sottolinea che la questione morale sarà «l'argomento principe» della prossima campagna elettorale, ma non accetta lezioni da Di Pietro. «In tutte le comunità umane ci sono persone più o meno adeguate eticamente», sottolinea, «ma non è lui che può mostrare cristallinità in questo senso».
Chiodi, che oggi trascorrerà la domenica a Giulianova con la famiglia, ha già pianificato la sua ultima giornata da sindaco. Domani alle 12.30 incontrerà gli assessori per una seduta di giunta dedicata soprattutto ai saluti. Nel pomeriggio incontrerà i consiglieri comunali della coalizione. Anche in questo caso si tratterà di una riunione informale per le ultime indicazioni sui prossimi impegni dell'amministrazione. Subito dopo il sindaco farà protollare dal suo ufficio di gabinetto la lettera di dimissioni che nella seduta consiliare di domani sarà notificata ai rappresentanti di maggioranza e opposizione.