TERAMO. La Confesercenti punta a un referendum per decidere quale può essere il futuro della stazione. Lo annuncia l'associazione dei commercianti, che si dichiara sulla stessa lunghezza d'onda della Cgil per quanto riguarda il progetto del Comune di arretrare la stazione ferroviaria. Antonio Topitti, presidente provinciale della Confesercenti ricorda che la posizione della Cgil collima sostanzialmente con una proposta emersa dall'assemblea elettiva provinciale dell'associazione tenutasi nel maggio del 2005.
«Oltre a dire no all'arretramento», spiega Topitti, «la nostra proposta era incentrata su un'ipotesi di interramento, con conseguente ricompattamento del quartiere della Gammarana, e sull'opportunità di uno studio di fattibilità relativo al prolungamento della ferrovia fino a piazzale San Francesco, nel breve periodo, e fino a Montorio, alle pendici del parco Gran Sasso-Monti della Laga, nel medio periodo. Tale nostra proposta, che riformuliamo pienamente, è supportata dalla tesi che il trasporto su rotaie, oltre a dare un contributo fondamentale per il rilancio della città di Teramo e delle aree interne, risulta attualmente sottoutilizzato, in quanto i potenziali utenti sono scoraggiati proprio dalla posizione decentrata della stazione».
Il presidente della Confercenti provinciale alla luce di quanto sta emergendo dal dibattito cittadino, «al fine di bloccare qualsiasi mira speculativa privata a danno dell'interesse pubblico», propone alla Cgil, a tutte le altre associazioni sindacali e di categoria, alle associazioni culturali, ai comitati di quartiere e alle forze politiche che sono per il no all'arretramento della stazione, la costituzione di un comitato «che porti avanti il dibattito democratico che si è già avviato e prenda in considerazione anche l'opportunità di un referendum». «Quest'ultimo strumento», aggiunge Topitti, «consentirebbe ai cittadini di decidere sul destino di un'infrastruttura di fondamentale importanza quale la stazione ferroviaria, che può risultare determinante per la crescita e lo sviluppo non solo della città, ma di tutto il territorio provinciale».