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Data: 27/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Caso-Alitalia, i tempi si allungano. Riunione interlocutoria del cda: rimane il nodo degli esuberi

Intesa Sanpaolo presenterebbe il piano non prima di settembre

ROMA. Riunione del tutto interlocutoria del consiglio di amministrazione di Alitalia. Convocato per ieri dal presidente Aristide Police nella speranza, delusa, che il consiglio dei ministri avrebbe preso un qualche provvedimento legislativo sull'ormai incontebibile dissesto della compagnia aerea. In via della Magliana, comunque, c'era molto da discutere perché si approssimano due scadenze fondamentali. Entro fine mese l'advisor Intesa Sanpaolo deve presentare il piano di salvataggio e scoprire le carte sulla tanto decantata cordata italiana. In più, l'8 agosto sarà esaminata la semestrale della compagnia aerea.
L'appuntamento di agosto fa tremare le vene a Police e all'intero cda. I conti potrebbero essere in stato fallimentare, rendendo inutile qualsiasi piano di salvataggio. Di questo si è parlato ieri mattina, per tre ore. Al termine della riunione non è stato emesso alcun comunicato ufficiale perché decisioni da prendere, per adesso non ce ne sono.
Aristide Police considera infatti valide le linee tracciate nel bilancio di recente approvato e nessuno osa avanzare altre soluzioni senza prima conoscere il lavoro di Corrado Passera e dei suoi tecnici. L'unica speranza è che esista davvero una cordata italiana in grado di garantire la sopravvivenza di Alitalia anche se dimagrita nel posizionamento internazionale e nel personale. Quella dei tagli ai posti di lavoro è la vera nota dolente della questione. Il piano, dalle poche notizie trapelate, prevede interventi radicali molto al di là dei 2600 posti di lavoro che si sarebbero persi con l'ingresso di Air France. Su questo la vigilanza delle organizzazioni sindacali è massima. Secondo alcune voci, l'annuncio di un piano doloroso per i lavoratori scatenerebbe un'ondata di scioperi e agitazioni. Una vera jattura nel pieno della stagione delle vacanza. Qualcuno, secondo illazioni circolate in questi giorni, starebbe addirittura pensando di dare a Intesa Sanpaolo una proroga di un mese. In questo caso il piano sarebbe presentato all'inizio di settembre.
C'è poi la questione della legge Marzano, sulle società in dissesto. Concepita per il caso Parmalat, la legge dovrebbe essere modificata ad hoc per Alitalia senza cambiarne comunque la sostanza. Che è quella di prevedere un commissario al risanamento.
Ma l'ipotesi del commissario è stata del tutto scartata dal presidente Silvio Berlusconi, l'altro ieri. Le parole del premier contrastano con alcune fonti, della compagnia e del ministero dell'Economia, secondo le quali il ministro Giulio Tremonti avrebbe incaricato suoi tecnici di studiare, e in fretta, la modifica legislativa.
Nella drammatica crisi della compagnia aerea italiana un alleggerimento lo ha portato ieri l'ex presidente della Rebubblica Francesco Cossiga in totale disaccordo con il premier Silvio Berlusconi che l'altro giorno aveva rilanciato lo slogan «amo l'Italia, volo Alitalia». Parafrasando, Cossiga ha detto: «Amo l'Italia ma non volo Alitalia perché amo me stesso». (l.v.)

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