COLLELONGO - «Ottaviano Del Turco attende le decisioni dei giudici sulla sua detenzione e si aspetta un provvedimento che riveda la sua condizione di detenuto in carcere». Lo ha riferito, al termine del colloquio, durato due ore e mezzo, avuto con lui ieri mattina a Sulmona, Angelo Salucci, sindaco di Collelongo, il paese natale dell'ex presidente della Regione Abruzzo, arrestato nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Pescara su presunte tangenti nella sanità. «Del Turco è pronto ad accontentare qualsiasi richiesta degli inquirenti, sa quali sono i suoi obblighi in questo momento di detenzione, ma sa anche quali sono i suoi diritti e tutte le mosse che potrà fare il suo avvocato - ha proseguito Salucci -. Di sicuro si aspetta di essere messo in una condizione diversa da quella attuale, sa di essere innocente ed è pronto a qualsiasi confronto, anche con il suo principale accusatore, visto che questa è una delle prove più importanti sulla quale si fonda tutta l'inchiesta». «Ormai il quadro della situazione - chiosa Salucci -, è chiaro e visto che dagli interrogatori degli altri inquisiti non sono emersi fatti nuovi, anche il periodo di detenzione dovrebbe terminare». Quanto alle condizioni del governatore dimissionario, Salucci ha detto di averlo trovato «bene sia fisicamente, sia psicologicamente; aspetta soltanto di poter chiudere questa fase che sta vivendo, abbiamo parlato delle cose di tutti i giorni e mi ha chiesto di portare il suo saluto alla gente di Collelongo». Ma come hanno reagito i cittadini all'arresto di Del Turco? «Con notevoli attestazioni di stima, fiducia e solidarietà - ha affermato il sindaco -, anche da parte degli avversari politici». Come trascorre il tempo? «Leggendo e disegnando con pastelli, non essendo consentiti altri colori». «Infatti, insieme ad altri libri, - ha aggiunto Salucci -, ho recapitato a Ottaviano anche tante lettere di solidarietà arrivate a casa sua. Volevo portargli qualche dolce locale, ma non è stato possibile perchè è vietato dal regolamento». La gente è incredula, mai si sarebbe aspettata una cosa simile. «Al solito bar - ha concluso il sindaco - c'è un vuoto, sembra che manchi sempre il quarto uomo per la classica partita a tressette» Gli amici, i parenti, i vecchi socialisti, lo aspettano, vogliono che torni «prima possibile e, comunque prima di Ferragosto». La piazza del paese è vuota, le persone quando si incontrano, si guardano quasi smarrite. Alcuni anziani, seduti sulle panchine, commentano l'accaduto e, rifacendo la storia della famiglia, persone oneste che hanno fatto tanti sacrifici, si chiedono «come possa essere accaduta una vicenda così dolorosa, che ha creato dubbi nella gente, che, però, è sempre più convinta che tutto si risolverà nel modo migliore».