Il caso. Nuovo ricorso al tribunale del Lazio
Tariffe, il "no" del Tar non ferma la Regione
L'Aquila. - I giudici del Tribunale amministrativo regionale (presidente Santo Balba, relatori Rasola e Mattei) in merito all'aumento delle tariffe autostradali hanno dato ragione alla società "Strada dei Parchi", ma la Regione proporrà il ricorso al Tar del Lazio. Il Tar aquilano, quindi, con ordinanza depositata ieri, ha respinto la richiesta di sospensiva presentata contro l'applicazione degli aumenti dei pedaggi autostradali sulla A/24 (Roma-L'Aquila-Teramo) e sulla A/25 (Roma-Pescara). Il ricorso era stato proposto dalla Comunità montana del Gran Sasso con diverse costituzioni "ad adiuvandum" tra cui quella della Provincia dell'Aquila.
Nel ricorso, presentato contro la Strada dei Parchi, l'Anas, i ministeri dei Trasporti e delle finanze, la Società Autostrade la Toto Spa, si chiedeva l'annullamento degli atti con cui la Società "Strada dei Parchi" aveva provveduto all'aumento delle tariffe autostradali dal primo gennaio 2006. Per opporsi a questo aumento, nei ricorsi si sostiene, inoltre, che, nel determinare gli aumenti, la società autostradale ha utilizzato un «criterio aprioristico non previsto dalla normativa che riguarda gli incrementi delle tariffe autostradali». In base alla convenzione, nel calcolo tariffario rientrano tratti nuovi non ancora costruiti. A tal riguardo l'Anas ha espresso «meraviglia per le valutazioni della Regione sull'attività di vigilanza esercitata nei confronti della società concessionaria, sottolineando che, così come è avvenuto per tutte le società concessionarie autostradali, anche per la Società Strada dei Parchi SpA il controllo del rispetto degli adempimenti previsti nella concessione è stato continuo ed efficace e si è sviluppato fin dall'inizio del rapporto concessorio, nel gennaio del 2003. L'Anas rileva poi che, «grazie alla propria azione di vigilanza, dopo l'iniziale slittamento dell'inizio della concessione, che aveva provocato ovvii ritardi, il piano di investimenti si sta riallineando alle previsioni contrattuali. In particolare, entro il 2006 risulteranno rispettate le previsioni per gli interventi di manutenzioni straordinarie così come pure è previsto l'imminente avvio dei lavori di adeguamento della tratta Villa Vomano-Teramo, già affidati nel novembre 2005 con procedura di appalto integrato».
La Regione, pero, riprenderà il giudizio davanti al Tar del Lazio. «Nel frattempo - chiarisce la Presidenza della Giunta regionale - la documentazione presentata in giudizio, consente di completare gli atti di difesa, chiarendo tutti gli aspetti di illegittimità degli incrementi tariffari, applicati in assenza delle condizioni previste. Infatti - commenta ancora la Presidenza - nessun incremento tariffario può essere consentito se non a fronte di adeguati investimenti da parte della società concessionaria, nonchè di miglioramenti del servizio».
Nulla è pregiudicato comunque per il presidente della Provincia di Teramo, Ernino D'Agostino. «Riteniamo che le nostre ragioni non siano pregiudicate, dato che l'ordinanza non entra nel merito dei ricorsi e, quindi non si mette in dubbio la fondatezza delle nostre argomentazioni».