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Pescara, 17/06/2026
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Data: 29/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Anti-precari, il Governo tira diritto. L'esecutivo non intende apportare alcuna modifica all'emendamento

Walter Veltroni: «Una misura politicamente e socialmente inaccettabile» Ma per il ministro Sacconi «è una norma transitoria fatta per una platea limitata»

ROMA. Il governo tira diritto. L'emendamento "anti-precari" resta nel testo della manovra e, nonostante la pioggia di critiche, l'esecutivo non intende mettere a punto alcuna modifica. Lo ha detto ieri il relatore Salvor Fleres (Pdl). Difficile dire se la norma diventerà legge dello Stato.
Ieri Antonio Azzollini (Pdl) ha spiegato che eventuali modifiche arriveranno con altri provvedimenti. Si mette dalla parte dei precari il segretario del Pd. «E' una misura politicamente e socialmente inaccettabile - dice Veltroni e chiedo al governo di ritirarla immediatamente, perchè aumenta la precarietà e l'ingiustizia in questo Paese. In caso contrario contrasteremo il provvedimento con tutte le nostre forze».
Però di possibili modifiche (da apportare nei prossimi mesi) ha parlato il ministro del Lavoro, Sacconi, aggiungendo che l'emendamento «deve essere letto come una norma transitoria e destinata a una platea limitata». Il ministro non si nasconde e spiega che i "destinatari interessati" sono quelli che hanno controversie con Poste italiane. Dunque la norma avrà un effetto limitato ai lavoratori delle Poste che, dopo vari contratti a termine, hanno fatto causa e chiesto al giudice di essere assunti a tempo indeterminato? Poste Italiane, ieri, ha spiegato di aver recentemente "assorbito" 20 mila precari e di aver in piedi altre 13 mila vertenze. La Corte dei Conti, invece, valuta in 27 mila il numero dei lavoratori che hanno liti pendenti con le Poste. I numeri si sprecano. Oltre ai precari in servizio alle Poste, ci sono migliaia di altri precari in forza ad aziende semi-pubbliche, come la Rai e l'Alitalia. Possono far causa e chiedere il contratto a tempo indeterminato? Nessuno sa rispondere. «La norma non è chiara, nel senso che non si capisce se essa si applica solo ai contenzioni in corso o se introduce una nuova disciplina», dicono all'Ufficio studi del Senato. «La norma viola le leggi dell'Unione europea», dice l'avvocato Domenico D'Amati, abitualmente impegnato nella difesa dei diritti dei lavoratori precari. «Le modifiche apportate - spiega - appaiono destinate a precludere ai lavoratori precari, con effetto retroattivo, ogni possibilità di ottenere la stabilizzazione del rapporto in caso di abuso, da parte dell'impresa, delle assunzioni a termine».
«La norma va chiarita - dicono Cazzola e Della Vedova, deputati del Pdl - perchè ci sono stati certamente degli errori da parte della maggioranza. Comunque è vero che, da molto tempo, e molto spesso per ragioni clientelari, si fanno assunzioni temporanee. E adesso è assurdo pensare che queste aziende pubbliche possano assumere in pianta stabile, tutti gli avventizi con i quali hanno interessuto rapporti di collaborazione in questi anni».
«Se la maggioranza vuole un confronto sociale - dice Savino Pezzotta (ex Cisl e ora deputato Udc) il governo rinunci a questo intervento». Duro Epifani (Cgil): «Il governo non affronta di petto lo scontro con il sindacato, ma cerca di aggirare il tema, ma così facendo fa cadere il palazzo dei diritti».

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