Non si placano le polemiche sulla norma anti-precari inserita nella manovra economica approvata la settimana scorsa dalla Camera. L'emendamento che abolisce l'obbligo di assunzione per dipendenti a termine che abbiano ottenuto sentenza favorevole è di natura "parlamentare", dunque non è stato presentato dal governo. Eppure l'esecutivo ha confermato la norma nel passaggio in Senato. Il relatore Salvo Fleres (Pdl) ha riferito oggi che 'non è stato presentato nessun emendamento'.
In una nota il Sottosegretario all'Economia Giuseppe Vegas ha precisato che la misura "si riferisce esclusivamente a rapporti di lavoro preesistenti all'entrata in vigore della legge 'Biagi', limitandosi a regolare i giudizi pendenti e circoscrivendo, tra l'altro, il rischio dell'esplosione del contenzioso. Essa - spiega Vegas - concerne solo fattispecie relative al passato e presenta, di conseguenza, un ambito di applicazione fortemente circoscritto".
Dubbi al Senato
La nota del sottosegretario però non dissipa i dubbi sull'emendamento. A detta dei tecnici del Servizio studi del Senato, infatti, non è affatto chiaro se la norma riguardi solo i giudizi in corso o se si tratti di una nuova disciplina a regime. Nelle note di lettura al decreto legge all'esame del Senato i tecnici rilevano infatti quanto segue: "Non è chiaro se" la modifica introdotta alla Camera "concerna solo i giudizi in corso (alla data di entrate in vigore della legge di conversione del decreto) o se sia una nuova disciplina a regime".
Veltroni: "ritiratela"
Anche il segretario del Pd, Walter Veltroni, entra nella polemica e chiede apertamente la cancellazione dell'emendamento: ''Questa norma va ritirata - ha dichiarato in un conferenza stampa romana Veltroni -. E' da vagliare costituzionalmente, ma sicuramente politicamente e socialmente e' inaccettabile e la contrasteremo con tutta la nostra forza al Senato''.
Epifani: è stata fatta azione di lobbying
Secondo Guglielmo Epifani, la norma 'anti-precari' contenuta nella manovra è frutto 'evidentemente di un'azione di lobby che pero' e' un segno della riduzione dei diritti delle persone'. Per il segretario generale della Cgil 'non ha senso che le responsabilita' delle imprese vengano fatte pagare ai giovani e ai precari'. Inoltre Epifani parla di una 'stranezza' riguardo al fatto che 'una norma di carattere generale sia utilizzata per una situazione di carattere particolare. Una situazione che sanerebbe i problemi gia' insorti ed entrerebbe nell'ambito di processi gia' aperti'.
Un sondaggio di Skytg24: il 53% boccia la norma
Il 53% dei partecipanti al sondaggio quotidiano di Sky Tg24 ritiene che sia sbagliato vietare ai precari la possibilita' di ottenere dal giudice la stabilizzazione del rapporto di lavoro. Al contrario, il 47% dei votanti approva la norma inserita dal Governo nella Manovra. Il canale utilizza per i suoi sondaggi il servizio active, il sito www.skytg24.it e gli sms, dunque non hanno alcun valore statistico, in quanto rilevazioni aperte a tutti e non basate su un campione elaborato scientificamente. I sondaggi hanno l'unico scopo di dare la possibilita' di esprimersi sui temi di attualita'.
L'ok di Confindustria
Al momento, dunque, l'unico settore ad appoggiare governo e maggioranza è quello delle imprese. Confindustria, infatti, giudica il provvedimento pienamente "condivisibile" e "coerente con la direttiva europea". "Confindustria - si legge nella nota - ritiene pienamente condivisibile la scelta del legislatore di differenziare la tutela a seconda della natura della violazione commessa". "E' coerente - spiega - con la direttiva europea, alla base della nuova disciplina del contratto a termine, che vuole anzitutto contrastare le eccessive
reiterazioni". Secondo Confindustria "pertanto è corretto riservare la sanzione più severa, ossia la conversione del rapporto, a tutte le ipotesi in cui volutamente si abusa del contratto a termine utilizzandolo oltre i limiti temporali fissati dalla legge. Viceversa, nei casi di violazioni più di natura formale che sostanziale (come, ad esempio, l'impropria indicazione della causale) è corretto limitare la sanzione ad un indennizzo di natura economica".
Cosa prevede la norma
Innanzitutto occorre ricordare che la misura nasce da una richiesta di Poste Italiane, ente che dal 2005 a oggi ha assunto più di 17 mila dipendenti a causa di sentenze della magistratura. La misura approvata dalla Camera sostituisce l'assunzione con un indennizzo che va da un minimo di due mensilità e mezzo a un massimo di sei. L'articolo 4bis del maxiemendamento alla manovra economica approvato dalla Camera prevede quanto segue: "Il datore di lavoro è tenuto ad indennizzare il prestatore di lavoro con un'indennità di importo compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 6 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto". Con l'aggiunta: "Fatte salve le sentenze passate in giudicato, le disposizioni dell'articolo 4-bis del decreto legislativo 6 settembre 2001, n.368... si applicano solo ai giudizi in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto". Per quanto riguarda i contenziosi futuri, il provvedimento prevede che "sui casi 1, 2 e 4 (che riguardano causali e proroghe, ndr), salvo che per i giudizi in corso", si applica l'articolo del codice civile 1419, quello che riguarda la nullità dei contratti.