Iscriviti OnLine
 

Pescara, 17/06/2026
Visitatore n. 755.036



Data: 30/07/2008
Testata giornalistica: Rassegna sindacale
Aumenti in busta paga battuti dall'inflazione. I dati Istat di giugno 2008

Stipendi più bassi del caro vita anche a giugno 2008. Come rileva l'Istat, le retribuzioni sono cresciute su base annua del 3,6%. E' l'aumento maggiore dal 2005 a questa parte. Ma l'inflazione, nello stesso mese, è cresciuta di più: ha toccato infatti la soglia del +3,8%. Le buste paga dunque si difendono coi denti ma arretrano. Le rilevazioni dell'Istat, inoltre, riguardano solo il lavoro dipendente normato da contratti collettivi rinnovati. Gli aumenti di giugno quindi non riguardano moltissime persone, tra cui i 5,6 milioni di dipendenti col contratto scaduto, e i precari, gli atipici e i parasubordinati, ossia altri milioni di persone che il salario se lo devono spesso contrattare individualmente con l'impresa.

Ma torniamo ai dati. Secondo l'istituto di statistica, le retribuzioni crescono del 3,6% annuo e del 0,3% su mese. Le retribuzioni sono cresciute sia in termini orari sia per dipendente rispetto allo stesso mese del 2007. Si tratta dell'aumento su base annua maggiore dal gennaio 2005, quando si registrò una crescita del 4,0%. L'incremento dell'indice delle retribuzioni orarie contrattuali e' il risultato sia di miglioramenti retributivi relativi a rinnovi contrattuali recepiti in questo mese (vedi qui gli ultimi contratti siglati), sia di aumenti tabellari previsti dai contratti gia' in vigore. L'indice delle retribuzioni orarie contrattuali per l'intera economia, proiettato per l'anno 2008 in base alle sole applicazioni previste dai contratti in vigore a fine giugno 2008, registrerebbe un incremento del 3,1%. Con riferimento al semestre luglio-dicembre 2008, in assenza di rinnovi, il tasso di crescita tendenziale dell'indice generale si attesterebbe a luglio al 3,8% per poi scendere al 2,8% a fine semestre, con un valore medio nel semestre del 3,2%. Quanto all'andamento delle retribuzioni a giugno gli incrementi piu' elevati si sono registrati per assicurazioni (+7,7%), ministeri (+6,2%), militari-Difesa ed edilizia (+5,9%), regioni ed autonomie locali, pubblici esercizi ed alberghi (+5,7%), alimentari, bevande e tabacco e servizio sanitario nazionale (+5,5%), scuola (+5,3%), forze dell'ordine (+5,2%). Gli aumenti minori si osservano nel settore del commercio (+0,4%), servizi privati alla imprese (+0,9%), tessili, abbigliamento e lavorazione di pelli (+1,1%). Una variazione nulla si e' registrata per l'agricoltura.

A giugno 2008 risultano scaduti 33 accordi contrattuali che interessano circa 5,6 milioni di dipendenti e corrispondono al 47,1% del monte retributivo totale. Si tratta, spiega l'Istat, soprattutto di dipendenti della Pubblica amministrazione che sono in attesa di rinnovo. Per contro, risultano in vigore 43 accordi che regolano il trattamento economico e normativo di circa 6,6 milioni di dipendenti; in questo caso l'incidenza in termini di monte retributivo è del 52,9%. Nessun accordo è scaduto a giugno 2008, mentre ne sono stati recepiti cinque (edilizia, legno e prodotti in legno, tessili vestiario e maglierie, servizi di smaltimento rifiuti svolti da imprese private e dalle municipalizzate). I rinnovi di edilizia (611mila), tessili (470mila) e settore legno e prodotti in legno (249mila) hanno consentito a circa 1,3 milioni di dipendenti di uscire dalla posizione di attesa di contratto. La quota di dipendenti in attesa di rinnovo è, a giugno 2008, pari al 45,7%, in diminuzione sia rispetto al mese precedente (57,1%), sia rispetto a giugno 2007 (56,9%). I mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto, a giugno 2008, sono in media 11,1: circa due mesi in più rispetto a maggio 2008 e oltre due in meno rispetto a un anno prima (13,5). L'attesa media distribuita sul totale dei dipendenti, conclude l'Istat, è di 5,1 mesi, lo stesso valore di maggio 2008, mentre era pari a 7,7 mesi a giugno 2007. Guardando alla copertura sui singoli settori, è totale nei settori credito e assicurazioni ed edilizia, mentre nell'agricoltura è al 94,9%, nell'industria in senso stretto del 92,1%. Una copertura inferiore si registra per i settori trasporti, comunicazioni e attività connesse (62,8%) e, soprattutto, commercio, pubblici esercizi e alberghi (22,8%) e servizi privati alle imprese e alle famiglie (29,6%). Per la pubblica amministrazione i contratti sono attualmente in attesa di rinnovo e pertanto la copertura risulta nulla.

Da gennaio ad aprile 2008, infine, il numero di ore non lavorate per conflitti originati dal rapporto di lavoro è stato di 1,825 milioni, poco meno di 3,5 volte il corrispondente valore dell'anno scorso, quando si registrarono 534mila ore di sciopero. L'Istat spiega che l'85,3% degli scioperi è da imputare al rinnovo del contratto di lavoro. Il mese in cui si sono registrate più ore di sciopero è marzo: 637mila ore, contro le 567mila di gennaio, le 316mila di aprile e le 37mila del mese di febbraio.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it