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Pescara, 30/04/2026
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Data: 31/07/2008
Testata giornalistica: Rassegna sindacale
La marcia indietro del governo. La norma anti-precari diventa sanatoria

Parziale dietrofront di governo e maggioranza sulla norma anti-precari: in sede d'esame alla commissione Bilancio del Senato, la norma sarà modificata con un emendamento
depositato dal relatore Salvo Fleres (Pdl). Il 'ritocco' serve a chiarire che la misura vale solo per i giudizi in corso e dunque non costituisce disciplina a regime. "Il datore di lavoro e' tenuto unicamente a indennizzare il prestatore di lavoro" - afferma l'emendamento - soltanto per i giudizi in corso, alla data di entrata in vigore della legge. Quindi la norma è limitata nel tempo e non avra' effetto su eventuali cause promosse in futuro. Sana le cause in corso, tra cui le vertenze che riguardano Poste italiane, ma non le prossime. Il testo dell'emendamento prevede che si sostituisca interamente il comma 1-ter. Si chiarisce inoltre: "con riferimento ai soli giudizi in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, e fatte salve le sentenze passate in giudicato, in caso di violazione delle disposizioni di cui agli articoli 1,2 e 4, il datore di lavoro e' tenuto unicamente a indennizzare il prestatore di lavoro con un'indennita' di importo compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 6 mensilita' dell'ultima retribuzione globale di fatto, avuto riguardo ai criteri indicati nell'articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successive modificazioni". Vengono poi soppressi i commi 1-bis, 1-quater e 3-bis.

La marcia indietro del governo era già stata annunciata ieri dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi durante l'incontro con le parti sociali. In un'intervista alla Stampa il ministro spiega la sua versione dell'incontro e annuncia anche una revisione del secondo emendamento 'scandaloso', quello che toglie l'assegno sociale a circa 800 mila persone. 'E' andata bene, meglio di quanto potessi sperare' - dice Sacconi. E sulla questione precari e assegni sociali spiega: 'Da un lato ci sarà la ripulitura dei criteri di accesso all'assegno sociale dal punto di vista del lavoro, dall'altro la soluzione di indennizzo per i contratti a termine oggetto di contenzioso consisterà solamente per le cause del passato'. Sul tema statali, Sacconi ha fiducia in Brunetta che 'si è impegnato a condividere i dividendi che la razionalizzazione delle pubbliche amministrazioni produrra'. Al segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani che ha giudicato la manovra 'depressiva', Sacconi risponde: 'E' l'unico che fa questa accusa e che dall'altro lato chiede subito un dividendo spalmato su tutti i salari. La detassazione può dare sino a 800 euro di vantaggio in appena sei mesi, spingendo davvero consumi e produttivita'.


L'incontro: da settembre cabina di regia
L'incontro tra governo e parti sociali (36 sigle datoriali e sindacali) si è chiuso con un ?arrivederci a settembre' e tante promesse, tutte avanzate dall'Esecutivo. Ridistribuire socialmente la ricchezza prodotta, prendere "scelte condivise", istituire un appuntamento fisso mensile per il dialogo sociale e le politiche economiche eccetera eccetera: questo il tono della discussione che, a detta dei ministri presenti nella sala polifunzionale della Galleria Colonna a Roma, è stata "ottima". Toni soft e nessuno screzio: l'ha ammesso anche il leader della Cgil Guglielmo Epifani, che ha dipinto "un incontro molto sereno e pacato". Ma sul tavolo, a parte le promesse, non c'era nulla. Sì, c'era un foglio bianco: quello che il ministro dell'economia Giulio Tremonti - riferisce l'Adnkronos - ha passato a un certo punto a Epifani perché stilasse i pro e i contro riguardo la proposta di dialogo sociale fatta dal governo. Foglio da riconsegnare riempito a settembre, al prossimo appuntamento.

Riportiamo il commento di Epifani: ''Formalmente e' stato un incontro molto sereno e pacato, ma i problemi restano cosi' come erano prima di questo incontro''. E ancora: ''Quando abbiamo posto i problemi, il governo non ha risposto. E' stato un dialogo a senso unico''. Dunque nessuna novità, nessun cambio di rotta e per Epifani ''l' autunno sara' difficile perche' l'economia sta rallentando e sara' dura per le famiglie. Una parte del paese fa fatica ad andare avanti e il governo non ha fatto nulla per questa parte di paese. Se tutto questo - ha concluso Epifani - non sara' affrontato il sindacato per forza avra' bisogno di spingere, di mobilitarsi''. Riportiamo anche le dichiarazioni del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, conquistato a tal punto dalle profferte del governo da affermare che ''le questioni non si affrontano solo col braccio di ferro'' e ''il sindacato che dice solo di no non e' un movimento sindacale''.

Alla riunione hanno partecipato: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il succitato ministro dell'Economia Giulio Tremonti, il succitato ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, il presidente e il direttore generale di Confindustria, Emma Marcegaglia e Maurizio Beretta; i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti; il segretario confederale dell'Ugl Paolo Varesi. Presente inoltre il presidente dell'Abi Corrado Faissola, insieme al direttore generale Giuseppe Zadra; il direttore generale di Confcommercio Luigi Taranto.

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