Iscriviti OnLine
 

Pescara, 30/04/2026
Visitatore n. 753.571



Data: 31/07/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Berlusconi annuncia cinquemila esuberi. Insorge l'opposizione: venga a riferire in parlamento Il piano prevede una newco con Toto e 90 nuovi aerei

ROMA. L'annuncio è di quelli market sensitive, che possono cioè modificare il prezzo di borsa. Eppure Berlusconi lo butta lì, fra il caffè e l'ammazzacaffé della cena con i senatori Pdl. Ma questa è cronaca dell'altro giorno. Ieri, fino all'ultimo, si è sperato di poter leggere la parola fine sotto il libro dei guai di Alitalia. Ma così non è stato. Il Cda della compagnia aerea di via della Magliana, riunito ormai in seduta quasi plenaria, neppure ieri ha incontrato i rappresentanti di Intesa Sanpaolo che, entro il 10 agosto, devono presentare il piano di salvataggio della compagnia.
E intanto la banca d'affari Morgan Stanley ha smentito di aver deciso di entrare nella cordata per il salvataggio di Alitalia. Secondo voci entrerebbero invece la famiglia Benetton, Ligresti, l'armatore Aponte, fondi di private equity. Il Parlamento vuole perciò spiegazioni dal governo invitato a riferire sia dal presidente della Camera Gianfranco Fini che dai vertici del Partito democratico e delle altre forze politiche dell'opposizione.
L'altra sera Berlusconi è stato molto preciso, comunque. Ha spiegato che per Alitalia si stanno prevedendo 5 mila esuberi e l'acquisto di 90 aerei adatti alla nuova vocazione regionale della compagnia, sempre che il piano allo studio dei tecnici di Corrado Passera si orienti in questa direzione. Debiti e lavoratori da mandare a casa finirebbero in una bad company, una compagnia destinata a fallire. Mentre una nuova società, dovrebbe rilevare l'azienda. La proprietà apparterrebbe a una cordata benedetta dalle banche e nella quale il patron di AirOne, il chietino Carlo Toto, entrerebbe attraverso la sua finanziaria di partecipazione Ap Holding. «Così pagheranno gli italiani», ha spiegato dai microfoni del Tg1 il premier ombra Walter Veltroni. Perché se la bad company fallisce con tutti i debiti di Alitalia verso il Tesoro significa che lo Stato non rivedrà un euro di tutti i prestiti fin qui concessi alla compagnia.
Veltroni ha definito il piano, sempre che esista, come fatto «in camera e cucina» e non ha mancato di sottolineare che la soluzione Air France prevedeva 2.150 esuberi mentre il piano grato a Berlusconi manderebbe a casa oltre il doppio dei lavoratori. Dopo le rivelazioni di Berlusconi, e il rituale coro di indignazione e pianto greco sui destini di Malpensa, si è sparsa anche la voce di un commissariamento di Alitalia. Con le opportune modifiche alla legge Marzano, a suo tempo nata per il crack Parmalat, il consiglio dei ministri secondo indiscrezioni sarebbe pronto a nominare un commissario subito dopo le vacanze di agosto. Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi si appresta a smentire, anzi dichiara senza mezzi termini di non saperne nulla. Così come ha negato di essere a conoscenza di un piano di esuberi, ammortizzatori sociali, prepensionamenti e scivoli. Tutti cuscinetti immaginati dal premier per aiutare i lavoratori Alitalia in esubero ad affrontare la crisi. Durissime alcune delle prime reazioni registrate in Parlamento.
Pungenti i dipietristi: «Dilettanti allo sbaraglio». Subito mobilitati i senatori del Partito democratico. In 70 hanno firmato una lettera al premier, la prima a sottoscrivere è stata il capogruppo Anna Finocchiaro, nella quale hanno chiesto di riferire in aula. La lettera denuncia la «condizione mortificante in cui viene tenuto il Parlamento mentre la crisi Alitalia si aggrava».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it