Caro direttore, la nostra Regione si trova in una situazione di grave emergenza; emergenza istituzionale e politica ma anche morale e non da ultimo finanziaria. Ed è costretta a rinnovare in tempi brevi e al di fuori del ciclo nazionale, il suo consiglio e il suo presidente, con elezioni nel prossimo mese di novembre. I problemi sono tutti sul tappeto e devono essere risolti. E' nell'interesse di tutte le forze politiche risolverli rapidamente, in modo da riportare alla normalità il governo della Regione e la politica regionale; nonché i rapporti con la comunità regionale, oggi fortemente incrinati. In questa situazione, sarebbe opportuno un periodo di decantazione della competizione politica. E un accordo, almeno tra le principali forze politiche, per far fronte nel comune interesse e sopratutto nell'interesse della nostra comunità, ai problemi sul tappeto. Diciamo pure, un lodo, secondo l'espressione di moda; che si potrebbe articolare nei seguenti punti.
Le forze politiche si presentano all'elettorato con un candidato presidente di comune gradimento, diciamo un presidente di garanzia, affiancato da un listino composto da persone scelte di comune accordo (ad esempio, tre del centrodestra, tre del centrosinistra e due personalità esterne proposte dal candidato presidente e gradite ad entrambi gli schieramenti). Ovviamente, sul proporzionale, i partiti presenterebbero ciascuno per suo conto le proprie liste.
Il programma, al di là ovviamente della gestione ordinaria che comunque dovrebbe essere assicurata con la maggiore efficienza, si articola nell'adozione di cinque provvedimenti di fondamentale importanza per la Regione intesi alla soluzione dei problemi sul tappeto: 1) la legge di riordino del servizio sanitario regionale con la previsione delle necessarie misure di razionalizzazione e di contenimento della spesa nonché di risoluzione delle convenzioni con le cliniche private; 2) la legge elettorale, già in avanzato stato di elaborazione, che realizzi un più efficace rapporto di rappresentanza fra elettori ed eletti; 3) la legge urbanistica e di tutela del territorio, sulla quale il dibattito è in corso; 4) la legge di riordino dell'organizzazione degli uffici e dei servizi della Regione e contestuale trasferimento di funzioni e strutture agli enti decentrati, province e comuni, secondo il principio di sussidiarietà sancito dalla Costituzione e dal nostro Statuto, e soppressione degli enti, agenzie e società regionali, esercenti funzioni e servizi oggetto del trasferimento; 5) il nuovo regolamento del Consiglio regionale, anch'esso in avanzato stato di elaborazione, che renda più rapido ed efficiente il lavoro dell'assemblea legislativa, e ne rafforzi il ruolo di indirizzo e di controllo.
Il programma, con l'accordo delle principali forze politiche, dovrebbe essere esaurito in un anno. In ogni caso, a gennaio del 2010 il presidente di garanzia si dimette, e da ciò consegue lo scioglimento del Consiglio e l'indizione di nuove elezioni alla scadenza ordinaria dalla primavera 2010. Sono evidenti alcuni dei vantaggi della soluzione proposta. Anzitutto il periodo di decantazione della competizione politica e di accordo programmatico consentirebbe alla Regione di adottare in tempi ragionevoli provvedimenti che interessano tutte le forze politiche e la società nel suo complesso, provvedimenti che in fase di competizione sarebbero di lunga e difficoltosa approvazione.
La sospensione della competizione politica consentirebbe alle forze politiche di non utilizzare, le une contro le altre, i fatti recentemente avvenuti che hanno dato luogo alla situazione di emergenza; i quali vanno affrontati con adeguata riflessione e con la volontà comune di intervenire per modificarne le cause. La Regione riprenderebbe il turno ordinario delle elezioni, insieme con le altre Regioni, evitando un'anomalia che si ripercuoterebbe nel futuro e che sarebbe causa di notevoli aggravi di spese.
Le forze politiche si presenterebbero alle elezioni politiche del 2010 libere nella loro competizione per il governo regionale, ciascuna con i propri programmi; e avrebbero a disposizione una Regione che nella sua organizzazione, nei rapporti con gli enti locali e in alcune delle principali emergenze di spesa, sarebbe sufficientemente riordinata. Ciò consentirebbe alle forze politiche uscite vittoriose da quelle elezioni di governare meglio e a quelle uscite perdenti, di esercitare più proficuamente i diritti dell'opposizione.